Nel cuore assolato della campagna attica, lungo le rive tranquille dell’Ilisso, due figure leggendarie della filosofia greca – Socrate e Fedro – si confrontano in un dialogo che ha il ritmo sospeso di un sogno estivo. Il sole batte forte, le cicale cantano incessantemente, e l’ora è quella della siesta. Il corpo chiede riposo, ma lo spirito è chiamato alla veglia.
È in questo scenario che nasce uno dei miti più suggestivi del Fedro: il mito delle cicale.
Un intermezzo poetico o un invito alla vigilanza?
A prima vista, potrebbe sembrare un semplice momento di poesia, un intermezzo per rendere più piacevole la conversazione tra Socrate e Fedro. Ma non è così.
Il mito delle cicale ha una funzione centrale nel dialogo: interviene proprio quando l’attenzione vacilla, rappresentando un invito alla vigilanza intellettuale. Secondo Socrate, non bisogna cedere al sonno pomeridiano, come fece Ulisse col canto delle sirene. Le cicale ci osservano – dice – e potrebbero persino intercedere presso gli dèi per chi, invece di assopirsi, continua a pensare e a discutere.
Chi sono le cicale?
Nel racconto di Socrate, le cicale erano un tempo uomini innamorati del canto, tanto da dimenticare di nutrirsi. Morirono così, trasfigurati nel piacere, e furono trasformati in cicale: creature leggere e instancabili, che passano le giornate a cantare sotto il sole.
Le Muse, toccate dalla loro dedizione, le ricompensarono con un dono speciale: quello di riferire agli dèi gli omaggi che ricevono dagli uomini.
Le Muse e il richiamo alla filosofia
Ogni Musa riceve dalle cicale un resoconto su chi onora la sua arte. In particolare:
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Calliope, musa dell’eloquenza, è associata alla filosofia e alla retorica nobile, quella che non persuade per manipolare, ma per elevare.
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Urania, musa dell’astronomia, rappresenta l’armonia cosmica, l’ordine delle sfere celesti, delle città e delle anime, secondo la visione platonica.
Queste due Muse incarnano i due poli della filosofia:
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Il logos, la parola razionale e illuminata.
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L’armonia, l’ordine universale che la filosofia cerca di comprendere.
“Siamo sorvegliati, facciamoci forza”
Il mito delle cicale è più di una semplice favola. È un invito a non cedere al torpore, a resistere con il pensiero, a mantenere viva la fiamma della ricerca. Il suo messaggio, ridotto all’essenziale, è chiaro:
“Siamo sorvegliati, facciamoci forza.”
Oppure: “Facciamoci forza, che forse saremo ricompensati.”
Un passaggio cruciale nel dialogo
All’interno della struttura del Fedro, il mito delle cicale ha una funzione ben precisa. Dopo la lunga digressione sull’anima, sull’amore e sul delirio divino, era necessario tornare al tema della retorica, ma da una prospettiva più elevata. Le cicale segnano proprio l’inizio della terza parte del dialogo, dedicata alla retorica filosofica.
Una retorica che non vuole solo persuadere, ma elevare l’anima. Un’arte che, come la filosofia, è capace di toccare l’eterno.
Il canto delle cicale come simbolo della filosofia
Socrate, nel Fedone, racconta di un sogno ricorrente che lo invitava a “comporre musica”. Alla fine comprese che quel sogno non parlava di lira o strumenti, ma della filosofia stessa: la più alta delle musiche.
In questo senso, il canto delle cicale non è solo un rumore di sottofondo, ma un simbolo profondo:
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Le cicale, come i filosofi, dimenticano i bisogni del corpo.
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Si nutrono di pensiero e si consumano nella ricerca della verità.
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E cantano incessantemente, in armonia con le Muse, per dare voce all’invisibile e all’eterno.
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Il mito delle cicale nel Fedro di Platone non è un semplice ornamento letterario. È una chiamata alla veglia, un invito a non cedere alla pigrizia mentale, ma a onorare le Muse della parola e dell’armonia.
Nel silenzio assordante del meriggio, tra le fronde e le voci degli insetti, Platone ci ricorda che pensare è un atto sacro. E che, forse, qualcuno – anche solo una cicala – ci sta ascoltando.
SCHEMA VISIVO
CONTESTO
📍 Luogo: Rive dell’Ilisso, campagna attica
🕰️ Momento: Siesta estiva, caldo, cicale che cantano
🧠 Tensione: Corpo dorme, mente deve vegliare
IL MITO
🎵 Origine delle cicale:
– Erano uomini innamorati del canto
– Si dimenticarono di nutrirsi
– Morte → trasformazione in cicale
🎁 Ricompensa:
– Dono delle Muse
– Possono riferire agli dèi chi onora le arti
LE MUSE
👑 Calliope:
– Musa dell’eloquenza e della filosofia
– Simbolo del Logos (discorso razionale)
🌌 Urania:
– Musa dell’astronomia
– Simbolo dell’armonia cosmica
MESSAGGIO
⚖️ Chi onora le Muse:
→ Onora la filosofia
→ È sorvegliato dalle cicale
→ Può ricevere il favore divino
🔔 Esortazione:
– “Siamo sorvegliati, facciamoci forza”
– Non addormentarsi, ma pensare e discutere
RUOLO NEL DIALOGO
🌀 Ponte tra:
– La digressione sull’anima e l’amore
– La parte finale sulla retorica filosofica
🎼 La filosofia:
– È la “musica più alta”
– È canto incessante dell’anima
– Come le cicale, dimentica il corpo e cerca il vero