Nel mondo del business, si parla spesso di visione, di strategia e di valore. Ma pochi sanno che uno dei modelli più profondi per comprendere questi concetti arriva da oltre 2400 anni fa, dalla filosofia di Platone. In particolare, dal celebre “mito del sole” esposto nella Repubblica (507a – 509c), dove Socrate paragona l’Idea del Bene al Sole.
La metafora: il Sole come fonte di verità e valore
Nel dialogo, Platone utilizza il Sole come metafora per spiegare ciò che rende possibile la conoscenza, non solo dei fatti (i dati), ma anche dei valori. Così come il Sole illumina il mondo sensibile permettendoci di vedere, allo stesso modo l’Idea del Bene permette di comprendere ciò che è giusto, utile, e virtuoso.
Per un CEO, questo si traduce in una riflessione cruciale: guidare un’organizzazione non significa solo conoscere i numeri, ma saper leggere il senso dietro di essi. La visione strategica è la luce che illumina le decisioni operative.
L’utilità come chiave della conoscenza
Platone pone una domanda centrale: “A che pro?”. Ogni cosa – un pugnale, un medico, un essere umano – è veramente comprensibile solo quando ne si conosce la funzione. E questa funzione è sempre orientata a uno scopo, a un “bene” più alto.
Allo stesso modo, una strategia aziendale non può limitarsi alla massimizzazione dei profitti. Deve rispondere a un perché più profondo: perché esistiamo? Che valore portiamo al mondo? Solo partendo da questo scopo, ogni divisione, ogni team, ogni singola azione aziendale acquista senso e coerenza.
Una visione teleologica del business
Platone ci invita a guardare l’impresa – e il mondo – in chiave teleologica, ovvero orientata a uno scopo. Ogni elemento ha valore in quanto contribuisce a un disegno più ampio. Questo approccio è ancora oggi centrale nei modelli di leadership sostenibile e purpose-driven.
Il leader efficace, come il Sole platonico, non comanda per brillare, ma per far emergere la visione, la direzione e il valore nelle cose e nelle persone. Per questo, la metafora del Sole è anche un invito a riflettere sul ruolo del leader: essere la fonte di luce che permette agli altri di vedere, crescere e comprendere.
Dal mito alla boardroom
Nel cuore del pensiero platonico c’è una verità ancora più attuale oggi che mai: la conoscenza senza valore è sterile. Così come un’impresa senza scopo non è destinata a durare. Il mito del Sole ci ricorda che strategia, etica e visione non sono separabili.
- Per chi guida un’organizzazione, il messaggio è chiaro: non basta vedere il mercato. Serve illuminare il perché del nostro agire.
I Miti di Platone spiegati da Bassaparola
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Mito della caverna: Descrive prigionieri incatenati in una caverna che vedono solo ombre, simboleggiando l’illusione del mondo sensibile rispetto alla realtà delle idee.
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Mito della biga alata: Rappresenta l’anima come una biga trainata da due cavalli, uno bianco e uno nero, illustrando il conflitto tra ragione e passioni.
- Il mito dei Giardini di Adone è menzionato nel dialogo “Fedro” di Platone, dove viene utilizzato come metafora per illustrare la differenza tra la comunicazione scritta e quella orale.
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Mito di Er: Narra di Er, un guerriero che, dopo la morte, osserva il destino delle anime nell’aldilà, evidenziando la giustizia e la reincarnazione.
- Il mito dei due cicli: Nel Politico, Platone inserisce un mito che descrive il movimento ciclico dell’universo e le sue ripercussioni sull’umanità.
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Mito di Eros: Presenta Eros come figlio di Poros (abbondanza) e Penia (povertà), simboleggiando il desiderio umano di colmare le proprie mancanze attraverso l’amore.
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Mito di Atlantide: Racconta di una potente isola-civiltà scomparsa a causa della sua corruzione, servendo da monito contro la decadenza morale.
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Mito dell’androgino: Descrive esseri originari con entrambi i sessi, divisi da Zeus, spiegando il desiderio umano di ricongiungimento nell’amore.
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Mito dell’anello di Gige: Un pastore trova un anello che lo rende invisibile, sollevando questioni sulla moralità e la giustizia in assenza di conseguenze.
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Mito del Demiurgo: Introduce un artigiano divino che plasma l’universo ordinando il caos secondo modelli eterni, rappresentando l’ordine cosmico.
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Mito delle cicale: Narra di cicale originariamente uomini, trasformati per la loro dedizione al canto, simboleggiando la contemplazione e l’arte.
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Mito di Teuth: Racconta dell’inventore Teuth che presenta la scrittura al faraone, il quale ne critica l’impatto sulla memoria, riflettendo sull’uso delle tecnologie.
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Il mito di Prometeo: Prometeo, per salvare l’uomo, decide di rubare agli dèi il fuoco e l’abilità tecnica (donati da Efesto e Atena). Grazie a questo dono, l’uomo diventa homo faber, padrone della tecnica e del progresso.
- Il mito del giudizio delle anime: Nel finale del Gorgia, Socrate presenta un mito che esplora il tema della giustizia divina e del destino delle anime dopo la morte. Pur riconoscendo che possa sembrare un racconto mitologico, Platone lo usa per esprimere una verità morale e filosofica sulla giustizia e la responsabilità umana.