Nel Simposio di Platone, Socrate riporta gli insegnamenti della profetessa Diotima di Mantinea, che per lui furono fonte di rivelazione. Attribuendo il suo sapere a Diotima, Socrate adotta una posizione di umiltà e crea un’aura mistica intorno al tema dell’amore. Il dialogo, a questo punto, si addentra nel cuore del mistero filosofico, abbandonando le esposizioni retoriche e le narrazioni mitiche più semplici per una riflessione più profonda e sistematica.
La Natura Intermedia di Eros
Un punto fondamentale della visione di Diotima è che l’amore desidera ciò che non possiede. Poiché l’amore anela al bello e al buono, ne è privo; non può dunque essere un dio, che è per definizione completo. Eros, quindi, non è né divino né umano, ma un intermediario tra i due mondi, partecipando sia del sensibile che dell’intellegibile. Questa natura intermedia fa di Eros un dèmone, un mediatore che unisce il mortale e l’immortale.
Il Mito della Nascita di Eros
Il mito, evocato da Diotima, narra che Eros nacque il giorno della nascita di Afrodite, dea della bellezza. Sua madre è Penia (Povertà), incarnazione della miseria e della mancanza; suo padre è Poros (Ingegno), simbolo di risorse, creatività e astuzia. Durante un banchetto in onore di Afrodite, Penia approfitta del sonno di Poros per concepire Eros.
Da questi genitori, Eros eredita una natura complessa e contraddittoria:
- Da Penia, la mancanza, la mendicanza e l’insoddisfazione permanente.
- Da Poros, l’inventiva, il dinamismo e la capacità di trovare mezzi per ottenere ciò che desidera.
Eros, dunque, è contemporaneamente povero e ingegnoso, instabile e dinamico, sempre in cerca di bellezza, conoscenza e completezza. Questa doppia eredità rende l’amore una forza incessante e instancabile, tesa verso il superamento dei propri limiti.
Conseguenze Filosofiche
Platone ricava tre implicazioni fondamentali dalla natura di Eros:
- Eros come mediatore
L’amore non è né mortale né immortale, né ignorante né sapiente, ma si colloca tra questi opposti. La sua natura intermedia lo rende un filosofo: chi ama è cosciente della propria mancanza e tende al sapere per colmarla. A differenza degli dèi, già perfetti, e degli ignoranti, inconsapevoli della propria condizione, l’amante è mosso dal desiderio di conoscenza.
- Eros come tensione creativa
L’amore non si esaurisce nel ritrovare qualcosa di perduto, come suggerito dal mito di Aristofane, ma è una forza che spinge verso la creazione di qualcosa di nuovo. È il motore di una trascendenza che eleva l’amante oltre sé stesso.
- Eros e il paradigma socratico
La descrizione di Eros richiama sorprendentemente il ritratto di Socrate fatto da Alcibiade nella parte finale del Simposio. Come Eros, Socrate è povero, modesto, ma estremamente ricco di risorse interiori. Egli incarna la filosofia stessa: un mediatore tra ignoranza e sapienza, tra umanità e divinità.
Differenze con il Mito di Aristofane
Mentre Aristofane descrive l’amore come ricerca della metà perduta e tensione verso un’unità passata, Diotima lo concepisce come una forza dinamica e creatrice. L’amore non si chiude in un’unione statica e sterile, ma produce qualcosa di nuovo: un pensiero, un’opera, o persino una vita. È un percorso ascendente, che parte dal desiderio del bello sensibile e culmina nella contemplazione del bello assoluto.
L’Amore come Procreazione del Bello
Diotima conclude che l’amore è essenzialmente procreazione del bello, sia a livello fisico (attraverso i figli) che a livello spirituale (attraverso le opere dell’anima). L’amore nasce dalla consapevolezza della mancanza, ma questa carenza non è sterile: diventa la molla che spinge l’uomo verso l’assoluto.
Il mito di Diotima rappresenta una concezione dell’amore più complessa e aperta rispetto a quella di Aristofane. L’amore non è solo nostalgia del passato, ma una forza innovatrice che spinge l’uomo a superare i propri limiti e a creare. Questa visione colloca Eros al centro della filosofia stessa: una ricerca inesauribile della verità, della bellezza e della sapienza.
📌 1. Contesto Filosofico
-
Socrate riporta il pensiero di Diotima di Mantinea
-
Passaggio da discorsi retorici a riflessione filosofica profonda
🌀 2. Natura Intermedia di Eros
Caratteristiche | Spiegazione |
---|---|
Non è un dio | Gli dèi sono completi, Eros desidera ciò che non ha |
Non è un uomo | È un dèmone: mediatore tra mortale e immortale |
Intermedio | Tra sapienza e ignoranza, tra bellezza e bruttezza |
👶 3. Mito della Nascita di Eros
-
📅 Nato il giorno della nascita di Afrodite
-
👩🦰 Madre: Penia (Povertà) → mancanza, bisogno
-
👨🦱 Padre: Poros (Ingegno) → risorsa, astuzia
➡️ Eros è:
-
Povero ma ingegnoso
-
Instabile ma creativo
-
Sempre in tensione verso il bello e il sapere
📚 4. Conseguenze Filosofiche
-
Eros = Mediatore
-
È un filosofo: consapevole della mancanza, cerca il sapere
-
-
Eros = Tensione Creativa
-
Spinta a creare, non solo a ricongiungersi
-
-
Eros = Figura Socratica
-
Come Socrate: povero fuori, ricco dentro
-
Mediatore tra ignoranza e sapienza
-
⚖️ 5. Confronto con il Mito di Aristofane
Aristofane | Diotima |
---|---|
Ricerca dell’altra metà | Creazione di qualcosa di nuovo |
Nostalgia del passato | Percorso ascendente verso il bello assoluto |
🌱 6. L’Amore come Procreazione del Bello
-
Fisica → Figli
-
Spirituale → Idee, opere, virtù
➡️ L’amore trasforma la mancanza in creazione e crescita
🧭 Conclusione
-
-
Amore = forza creativa e dinamica
-
Eros = cuore della filosofia
-
Ricerca continua di bellezza, verità, e sapienza
TESTI CONSIGLIATI
- Simposio di Platone a cura di G. Reale edizione Bompiani
- Simposio di Platone a cura di D. Colli edizione adelphi
-