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Il Mito di Er nella Repubblica di Platone: un viaggio tra filosofia, morte e immortalità

Nella parte conclusiva della Repubblica di Platone, il filosofo ci lascia con un racconto carico di significati: il mito di Er. Questo mito, collocato nel decimo libro dell’opera, rappresenta un momento di sintesi della dottrina platonica, un invito a percorrere sempre la via verso l’alto, verso la verità e la giustizia.

Il contesto filosofico: l’immortalità dell’anima

Uno dei temi centrali della filosofia platonica è l’immortalità dell’anima. Questa dottrina, profondamente influenzata dall’orfismo, dal pitagorismo e dai misteri eleusini, è uno dei pilastri del pensiero di Platone. Attraverso vari dialoghi, come il Fedone, il Menone e la stessa Repubblica, Platone argomenta razionalmente l’immortalità dell’anima. Nel Menone, ad esempio, dimostra come la conoscenza sia anamnesi, ovvero il ricordo di ciò che l’anima ha appreso in un’esistenza precedente. Questo concetto implica che l’anima, avendo già vissuto altre vite, sia immortale e destinata a reincarnarsi.

Nel Fedone, l’anima è descritta come principio di vita, incapace di partecipare alla morte, e nella Repubblica si argomenta che nemmeno il male più grande, l’ingiustizia, può distruggerla. L’anima, dunque, è eterna e indistruttibile.

Il mito di Er: una narrazione simbolica

Il mito di Er, figlio di Armenio, narra di un valoroso guerriero caduto in battaglia. Poco prima che il suo corpo venisse bruciato sul rogo, secondo l’usanza greca, Er si risveglia e racconta ciò che ha visto nell’aldilà. Gli dèi gli hanno concesso di tornare per narrare agli uomini le meraviglie e le lezioni apprese oltre la vita terrena.

Nel suo racconto, Er descrive quattro passaggi che conducono le anime: due verso l’alto, destinati alle anime giuste, e due verso il basso, riservati a quelle ingiuste. Le anime virtuose godono di mille anni di beatitudine, mentre quelle malvagie subiscono tormenti di pari durata. Dopo questo periodo, tutte le anime si reincarnano, in un ciclo continuo di ascesa e caduta.

La scelta e il ruolo della casualità

Uno degli aspetti più significativi del mito è il momento in cui le anime scelgono la loro prossima vita. Un araldo divino distribuisce numeri a caso, determinando l’ordine di scelta. Tuttavia, la casualità non è l’unico fattore determinante: la saggezza e le esperienze pregresse delle anime giocano un ruolo cruciale. Platone illustra questo concetto con l’esempio di un’anima che, pur avendo la prima scelta, commette l’errore di reincarnarsi in un tiranno, attratta dall’apparente felicità del potere. Al contrario, Odisseo, ultimo a scegliere, opta saggiamente per una vita semplice e tranquilla (l’uomo qualunque).

Questo dualismo tra casualità e scelta sottolinea l’importanza della responsabilità individuale: la vita non è solo frutto del destino, ma anche delle nostre decisioni e delle lezioni apprese.

La filosofia come preparazione alla morte

Il mito di Er si collega profondamente al tema dell’anima come prigioniera del corpo. Platone, ispirandosi all’orfismo, descrive il corpo come una tomba (soma-sema), che limita l’anima nella sua ricerca della verità. La filosofia, in questa prospettiva, diventa un esercizio per liberare l’anima dai vincoli corporei e prepararla al passaggio verso una dimensione più alta e vera.

La celebre metafora della caverna, anch’essa parte della Repubblica, rafforza questa idea. L’ascesa dell’anima dalla caverna verso la luce simboleggia il viaggio verso la conoscenza e la liberazione dal mondo sensibile. Solo abbandonando l’illusione della realtà sensibile è possibile accedere al mondo delle idee, dove risiede la vera essenza delle cose.

La lezione del mito di Er

Platone chiude il mito con un’esortazione: riconoscere l’importanza della giustizia e dell’intelligenza, non solo per vivere rettamente in questa vita, ma anche per garantirsi un destino migliore nel ciclo eterno dell’anima. Come afferma alla fine della Repubblica: «Sempre terremo alla via che porta in alto e coltiveremo in ogni modo la giustizia insieme con l’intelligenza».

Il mito di Er, con la sua visione profonda e simbolica, invita i lettori a riflettere sul significato della vita, della morte e delle scelte morali. È un richiamo alla responsabilità individuale e alla ricerca della verità, un insegnamento che, se accolto, può guidarci verso una vita più piena e autentica.

SCHEMA VISIVO 

🧠 1. Contesto Filosofico: L’immortalità dell’anima

  • 📜 Influenzato da Orfismo, Pitagorismo e Misteri Eleusini

  • 📘 Dialoghi chiave: Fedone, Menone, Repubblica

  • 🔁 Anamnesi: la conoscenza è ricordo → L’anima ha vissuto altre vite

  • ♾️ L’anima è eterna, immateriale, indistruttibile

2. Il Mito di Er: Racconto e Visione dell’Oltretomba

  • ⚔️ Er, guerriero morto in battaglia → torna in vita per raccontare

  • ⬆️⬇️ 4 sentieri delle anime: due verso l’alto (giuste), due verso il basso (ingiuste)

  • 🕊️ 1000 anni di premio o punizione

  • 🔄 Reincarnazione ciclica

🎲 3. Scelta della Nuova Vita: Caso e Responsabilità

  • 🗳️ Ordine di scelta casuale (numeri)

  • 🧙‍♂️ Saggezza > Posizione: chi ha imparato sceglie meglio

  • ⚠️ Esempi:

    • Prima scelta → vita da tiranno (errore)

    • Ultima scelta (Odisseo) → vita semplice e felice

  • ✅ Lezione: siamo responsabili delle nostre scelte

🪷 4. Filosofia come Preparazione alla Morte

  • 🧱 Corpo = prigione dell’anima (soma-sema)

  • 🧘‍♀️ Filosofia = esercizio di liberazione

  • 🔥 Metafora della caverna: ascesa dalla materia alla verità

  • 🌟 Scopo: arrivare al mondo delle idee, alla luce dell’essere

🗣️ 5. Il Messaggio Finale: Giustizia, Verità, Scelta

«Sempre terremo alla via che porta in alto e coltiveremo in ogni modo la giustizia insieme con l’intelligenza.»
  • ⚖️ La giustizia come stile di vita

  • 💡 L’intelligenza come guida

  • 🧭 Un’esortazione etica e spirituale

  • 🌈 Vivere bene qui e oltre

 

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