HomeFilosofia della Grecia AnticaPlatoneLe donne nella Filosofia di Platone

Le donne nella Filosofia di Platone

Il giudizio di Platone sulla donna è uno dei più rivoluzionari del mondo antico. Contrariamente alle concezioni dominanti nella società greca del suo tempo, Platone sostiene che la donna possiede le stesse caratteristiche e doti dell’uomo. L’unica differenza risiede nella minore forza fisica, ma questa diversità non mette in discussione la loro uguaglianza ontologica e funzionale.

L’uguaglianza tra uomo e donna

Secondo Platone:

  • La donna, per sua natura, può svolgere tutti i compiti che svolge l’uomo.
  • La differenza fisica non implica una differenza nelle attitudini o capacità intellettuali e morali.
  • Non esiste alcuna funzione pubblica o privata che sia riservata esclusivamente all’uomo o alla donna in quanto tali.

Platone afferma che le attitudini e le capacità sono distribuite equamente dalla natura tra i due sessi. Per questo motivo, egli sostiene che la donna debba avere accesso agli stessi ruoli e alle stesse opportunità dell’uomo.

Le Donne nella Repubblica

Nella Repubblica, Platone afferma che:

  • Le donne possono essere custodi (difensori dello Stato) e anche reggitrici(governanti, o filosofi-re).
  • La loro idoneità a ricoprire questi ruoli non dipende dal sesso, ma dalle loro capacità personali e dalla formazione che ricevono.

Platone sottolinea che le differenze tra uomini e donne sono quantitative (come una minore forza fisica), ma non qualitative. La donna può raggiungere gli stessi risultati dell’uomo, se adeguatamente educata e preparata.

L’Educazione delle Donne

Platone propone un’educazione comune per uomini e donne:

  • Le donne, come gli uomini, devono essere educate alla filosofia, alla ginnastica e alla musica, secondo il programma formativo descritto nella Repubblica.
  • Questo tipo di educazione è necessario per permettere alle donne di partecipare pienamente alla vita politica e sociale.

Una Visione Rivoluzionaria

La visione di Platone era straordinariamente avanzata rispetto al contesto storico in cui viveva. Nel mondo greco antico, le donne erano generalmente relegate a ruoli subordinati nella sfera domestica e private di diritti politici e sociali. Platone rompe con questa tradizione:

  • Egli considera le donne come parte integrante dello Stato e della società.
  • La loro partecipazione ai ruoli pubblici, inclusa la guida dello Stato, non è solo possibile ma necessaria per il buon funzionamento della polis ideale.

Critiche e Limiti

Tuttavia, la posizione di Platone non è completamente priva di limiti. Egli riconosce che, in media, le donne tendono a essere meno forti fisicamente e meno efficienti in alcuni compiti rispetto agli uomini. Questa differenza, però, non giustifica alcuna esclusione dai ruoli pubblici o politici. Platone non propone una parità assoluta tra i sessi, ma una parità proporzionata alle capacità individuali.

La visione di Platone sulle donne è un elemento centrale della sua filosofia politica e sociale, soprattutto nella Repubblica. Egli riconosce che:

  • Le donne e gli uomini possiedono le stesse potenzialità intellettuali e morali.
  • Entrambi i sessi devono avere accesso alle stesse opportunità educative e ai medesimi ruoli pubblici.
  • La giustizia e il buon funzionamento dello Stato richiedono il contributo di tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso.

La posizione di Platone non solo supera i pregiudizi del suo tempo, ma pone le basi per un ideale di uguaglianza che, sebbene ancora lontano dalla parità totale, rappresenta un significativo passo avanti nella storia del pensiero occidentale.

 

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