Nel pensiero filosofico di Platone, soprattutto nei Dialoghi della maturità e della vecchiaia, la dialettica emerge come il metodo centrale della conoscenza. Non si tratta solo di una tecnica argomentativa, ma di un vero e proprio strumento per indagare l’essenza del reale.
Platone parte da un presupposto fondamentale: le cose materiali non sono che copie imperfette di strutture ideali, le idee. Per questo motivo, il compito del filosofo non è tanto osservare il mondo sensibile, quanto piuttosto cercare nel mondo delle idee e nelle loro connessioni la risposta alla domanda fondamentale: che cos’è realmente qualcosa?
La dialettica funziona distinguendo tra idee che si trovano in rapporto di continuità – come nel caso di “uomo” che è parte dell’idea più ampia di “animale” – e idee che invece si escludono a vicenda, come “uomo” e “albero”. Anche se, da un punto di vista più alto, queste ultime possono comunque essere ricondotte a una totalità più ampia, come quella degli esseri viventi, diversi dagli esseri inorganici come le rocce.
Attraverso questo metodo, Platone traduce le connessioni profonde tra le idee in concetti e giudizi: è in questo modo che possiamo formulare pensieri coerenti e veritieri. Il ricordo delle idee presenti nell’anima (un tema caro alla sua teoria della conoscenza) si traduce così in un’indagine sul modo in cui le idee “stanno in relazione” tra loro: se sono in accordo, in opposizione o del tutto indipendenti.
Un punto importante della dialettica platonica è che anche il “non-essere” ha un ruolo. Contrariamente a quanto sosteneva Parmenide – per cui il non-essere non poteva in alcun modo esistere o essere pensato – Platone lo interpreta come ciò che è diverso, altro rispetto all’essere. In questo senso, anche il non-essere diventa pensabile e quindi parte integrante della riflessione filosofica.
La dialettica non è solo lo strumento della filosofia: è anche un modo per smascherare le false argomentazioni, come quelle dei sofisti, che spesso manipolavano i concetti giocando su somiglianze ingannevoli. La forza della dialettica sta proprio nella capacità di ricostruire legami autentici tra le idee, distinguendo ciò che è veramente connesso da ciò che non lo è.
DOMANDE DI COMPRENSIONE
1. Che cosa si intende per “dialettica” nel pensiero di Platone?
2. In che modo Platone distingue tra le idee connesse e quelle che si escludono a vicenda?
3. Qual è il rapporto tra le cose materiali e le idee secondo Platone?
4. Che ruolo ha il “non-essere” nella dialettica platonica?
DOMANDE DI RIFLESSIONE
5. Perché Platone ritiene che il filosofo debba cercare la verità nel mondo delle idee piuttosto che nel mondo sensibile?
6. In che senso la dialettica è uno strumento per smascherare le argomentazioni sofistiche?
7. Come si collega il concetto platonico di “ricordo delle idee” al funzionamento della dialettica?
DOMANDE DI APPROFONDIMENTO
8. Quali sono le differenze principali tra la concezione del “non-essere” di Platone e quella di Parmenide?
9. La distinzione platonica tra idee in connessione e idee in opposizione può essere applicata a come pensiamo oggi? Fai un esempio.
10. Secondo te, la dialettica platonica è ancora uno strumento valido per indagare la verità nel mondo contemporaneo?
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