Nel Mediterraneo orientale, in particolare nell’area del Vicino Oriente e dell’Asia Minore, si sono sviluppate civiltà che, pur rimanendo geograficamente ancorate a quei territori, hanno lasciato un’impronta notevole nella storia. Nella scorsa lezione abbiamo parlato degli Ittiti e degli Assiri (trovate tutto nella playlist); oggi ci concentriamo su una civiltà affascinante: i Fenici.
Perché sono importanti i Fenici?
I Fenici non si distinsero tanto dal punto di vista politico: non formarono mai un vero e proprio stato unitario. Le loro città, come Tiro, Sidone, Biblo e Berito (l’odierna Beirut), erano autonome e indipendenti, spesso in competizione tra loro. Tuttavia, i Fenici furono fondamentali dal punto di vista culturale, mercantile e tecnico: tracciarono rotte, fondarono colonie e lasciarono un’impronta duratura, soprattutto sulle civiltà successive, in primis quella greca.
Il contesto storico: la crisi del XII secolo a.C.
Per comprendere l’ascesa dei Fenici, bisogna prima guardare al grande sconvolgimento che colpì il Mediterraneo orientale attorno al XII secolo a.C., una crisi che segnò la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio di una nuova fase storica. Questa crisi ebbe tre cause principali:
1. Crisi interna degli imperi
I grandi imperi del tempo – Egiziani, Ittiti, Babilonesi – erano molto bellicosi, basati sulla guerra costante. Questo modello li rendeva fragili: un impero che dipende dalle conquiste per sopravvivere, appena smette di vincere, rischia il crollo. Inoltre, le guerre sottraevano manodopera all’agricoltura, rendendo l’economia squilibrata. Le classi subalterne, spesso sfruttate, approfittavano dei momenti di crisi per ribellarsi o fuggire.
2. Cambiamenti climatici e desertificazione
Negli ultimi decenni, gli storici hanno dato grande attenzione al clima come fattore storico. In quel periodo, si assistette a una progressiva desertificazione soprattutto nel Nord Africa e nel Vicino Oriente. Le terre coltivabili diminuirono, provocando carestie e spostamenti di popolazioni. Lo stesso accadde in Anatolia, nei Balcani e persino in parte dell’Europa orientale.
3. Migrazioni: i popoli del mare
I due fattori precedenti innescarono grandi migrazioni via mare, protagonisti i cosiddetti Popoli del Mare. Provenivano da varie zone (Balcani, Anatolia, Libia, Sardegna, forse anche l’Etruria), e cercavano terre più ospitali. I principali a scontrarsi con loro furono gli Egizi e gli Ittiti. Alcuni popoli si stanziarono stabilmente: ad esempio, i Filistei si insediarono nella zona di Gaza e diedero il nome alla Palestina, mentre gli Ebrei si stabilirono lungo il fiume Giordano.
L’ascesa dei Fenici
I Fenici non erano un popolo nuovo: erano presenti nel territorio dell’attuale Libano già dal III millennio a.C. Per lungo tempo vissero sotto il controllo di potenze straniere (Egizi, Ittiti, ecc.), ma dal XII secolo in poi, approfittando del vuoto di potere, ottennero una maggiore autonomia, pur senza mai unificarsi in un unico stato.
Le loro città
Ogni città era governata da un re che condivideva il potere con un consiglio di nobili famiglie. Le più importanti furono:
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Tiro – la più attiva nella colonizzazione
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Sidone
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Biblo
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Berito (Beirut)
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Altre minori
I punti di forza dei Fenici
1. Risorse naturali: il legno di cedro
Il Libano era (ed è ancora) ricco di boschi di conifere, in particolare cedri, pini e cipressi. Questo legno pregiato era perfetto per costruire navi e oggetti d’artigianato.
2. Navigazione e commercio
I Fenici furono maestri della navigazione. Apportarono innovazioni tecniche alle navi (uso della chiglia, timone efficiente, vela combinata a rematori) e soprattutto navigavano anche di notte grazie alla stella polare, che per questo venne anche chiamata “stella fenicia”.
Arrivarono oltre le Colonne d’Ercole, fondando colonie in Spagna (Cadice), Tunisia (Cartagine), Sicilia (Palermo), Sardegna, Malta, Baleari e persino fino alla Cornovaglia. Secondo alcune fonti egizie, compirono anche la prima circumnavigazione dell’Africa (VII secolo a.C.).
Merci e artigianato fenicio
I Fenici erano abili artigiani e mercanti. Tra i prodotti più richiesti:
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La porpora, un colorante pregiatissimo ricavato dal murice, una conchiglia. Il processo era lungo e costoso, e ciò rese la porpora un simbolo di potere e ricchezza (da qui l’espressione “porporati” nella Chiesa).
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Il vetro, che perfezionarono fino a renderlo trasparente. I loro oggetti in vetro, usati per unguenti o liquidi, erano apprezzatissimi in tutto il Mediterraneo.
Oltre a ciò, lavoravano metalli, avorio, bronzo e pietre preziose, spesso ispirandosi a modelli egizi o mesopotamici.
L’eredità culturale: l’alfabeto
Il contributo forse più duraturo dei Fenici fu l’alfabeto fonetico, composto da 22 segni, ciascuno corrispondente a un suono. Era molto più semplice e pratico rispetto alla scrittura cuneiforme o ai geroglifici. Da questo alfabeto derivarono:
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l’alfabeto greco
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poi il latino
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e infine quello moderno
Anche la parola “alfabeto” deriva infatti da alfa e beta, le prime due lettere greche.
La religione fenicia
Sappiamo poco sulla religione fenicia, in parte perché le fonti provengono da autori greci o ebraici, spesso ostili. Era un sistema politeista, con divinità maschili e femminili, spesso associate a forze della natura o ad aspetti della vita quotidiana. Tra le divinità principali:
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El – il dio supremo
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Baal – simile a Zeus
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Melqart, Astarte, Tanit, Balat – altre divinità importanti
Esistevano boschi sacri, alture e santuari. Probabilmente praticavano sacrifici animali e, in casi eccezionali, anche sacrifici umani, come in molte civiltà arcaiche.
I Fenici, pur senza costruire un impero, seppero sviluppare una rete commerciale e culturale vastissima, gettando le basi per molte conquiste successive, soprattutto nel campo della scrittura e della navigazione. La loro storia ci mostra come anche popoli “minori” per estensione o forza militare possano avere un impatto decisivo sulla civiltà umana.
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DOMANDE DI COMPRENSIONE (BASE)
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In quale area geografica si sviluppò la civiltà fenicia?
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Le città fenicie erano unite in un unico stato?
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Quali furono le principali città fenicie?
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Da quale albero si ricavava il legno più pregiato usato dai Fenici?
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Qual era il nome del colorante pregiato prodotto dai Fenici?
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Da quale animale marino si ricavava la porpora?
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Quali furono due importanti innovazioni tecniche introdotte nelle navi fenicie?
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Quale popolo è ritenuto l’inventore del primo alfabeto fonetico?
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Quante lettere aveva l’alfabeto fenicio?
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Che tipo di religione avevano i Fenici?
DOMANDE DI ANALISI E CONFRONTO
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Perché si dice che i Fenici furono una civiltà importante dal punto di vista culturale e non politico?
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In che modo il cambiamento climatico influì sulla crisi del XII secolo a.C.?
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Chi erano i Popoli del Mare? Da dove provenivano e cosa cercavano?
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Quali furono i rapporti tra i Fenici e i grandi imperi vicini (Egizi, Ittiti)?
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Quali caratteristiche resero i Fenici ottimi navigatori e commercianti?
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Spiega perché la porpora fenicia era così preziosa.
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In cosa consisteva la rivoluzione dell’alfabeto fonetico rispetto alle scritture precedenti?
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Qual è il legame tra l’alfabeto fenicio e l’alfabeto greco?
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Perché la navigazione notturna fu così importante per l’espansione fenicia?
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Che ruolo ebbero le colonie fenicie nel commercio mediterraneo?
DOMANDE DI RIFLESSIONE (PIÙ AVANZATE)
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Cosa possiamo imparare oggi dalla crisi del XII secolo a.C. in relazione ai cambiamenti climatici e alle migrazioni?
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In che modo la mancanza di unità politica tra le città fenicie fu un limite, e in che modo invece fu una risorsa?
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Confronta la religione fenicia con quella degli ebrei dell’epoca: quali differenze principali si notano?
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Secondo te, perché i Fenici, pur essendo culturalmente avanzati, non fondarono mai un impero?
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I Fenici furono più esploratori o più commercianti? Giustifica la tua risposta con esempi.