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L’Accademia di Platone: dalla dialettica alle dottrine non scritte e l’evoluzione del pensiero platonico

La filosofia di Platone non si esaurisce nei suoi celebri dialoghi scritti. L’attività speculativa del grande pensatore ateniese fu infatti accompagnata per decenni da un’intensa attività di insegnamento orale all’interno della sua scuola: l’Accademia. Fondata attorno al 387 a.C., l’Accademia rappresentò non solo un luogo fisico di studio e confronto, ma anche un laboratorio vivente di ricerca filosofica, dove Platone trasmise ai suoi discepoli idee e concetti spesso non esplicitati nei suoi scritti.

Il valore della dialettica e l’insegnamento orale

Nella tradizione platonica, la dialettica occupa un ruolo centrale: è lo strumento principe della filosofia, e fu esemplarmente incarnata da Socrate, il maestro di Platone. L’insegnamento orale di Platone, secondo diverse fonti antiche tra cui Aristotele, fu pervaso da questo metodo dialogico e riflessivo, che spingeva gli studenti a mettere in discussione le opinioni e a ricercare la verità attraverso il confronto.

Davanti a un pubblico ampio e variegato, Platone trattava temi elevati come il Bene, l’Uno e i Numeri, sviluppando una riflessione che sembra attingere anche alla tradizione pitagorica. Questa fase orale del suo pensiero è oggi conosciuta attraverso testimonianze indirette e frammentarie, e resta oggetto di controversia tra studiosi: non è chiaro se tali dottrine orali siano riconducibili fedelmente a Platone o se rappresentino invece elaborazioni successive interne alla scuola.

Le cosiddette dottrine non scritte

Queste dottrine orali, indicate anche come “dottrine non scritte”, sembrano presentare una riflessione più sistematica sui principi primi dell’essere. Si tratta di una filosofia più astratta rispetto a quella espressa nei dialoghi, dove emergono concetti fondamentali come l’Uno e la Diade indeterminata. L’Uno viene identificato con il Bene e rappresenta il principio dell’unità e dell’ordine. La Diade, invece, simboleggia il molteplice, l’indefinito, il principio della differenza e della molteplicità – e viene talvolta associata al Male.

In questo sistema complesso, Platone sembra voler integrare le Idee, i numeri, le grandezze geometriche e le cose sensibili in un’unica struttura gerarchica derivante da due principi fondamentali. Le Idee tendono a identificarsi con i numeri, ma questi numeri non sono quelli della matematica ordinaria. Gli enti matematici occupano infatti una posizione intermedia tra le Idee pure e il mondo sensibile.

Speusippo e la critica alla teoria delle Idee

Alla morte di Platone, la guida dell’Accademia passò a suo nipote Speusippo, che resse la scuola fino al 339 a.C. Speusippo si distaccò significativamente da alcune dottrine del maestro, abbandonando la teoria delle Idee e sostituendola con una concezione basata su enti matematici separati dal mondo sensibile.

Egli rifiutò anche l’identificazione dell’Uno con il Bene, preferendo una visione più articolata della realtà: ogni piano dell’essere è regolato da principi propri e autonomi. Così, l’aritmetica e la geometria, pur essendo entrambe discipline fondamentali, sono regolate da logiche e principi diversi. Per esempio, Speusippo sosteneva che il punto geometrico non è l’Uno, ma ha una funzione analoga a quella dell’Uno in aritmetica. Questa concezione venne criticata da Aristotele, il quale riteneva che tale frammentazione impedisse la visione unitaria e ordinata dell’universo.

Senocrate e la continuità pitagorica

Dopo Speusippo, la direzione dell’Accademia passò a Senocrate di Calcedonia, che fu a capo della scuola dal 339 al 315 a.C. Egli rappresenta una fase di ritorno a una visione più vicina al pitagorismo, promuovendo un’identità completa tra Idee e numeri, considerati entrambi come principi da cui tutto deriva.

Secondo Senocrate, non esiste una distinzione tra numeri e grandezze geometriche: entrambi sono Idee, quindi indivisibili e puri. Questo lo portò a negare uno dei principi cardine della geometria dell’epoca, ovvero la distinzione tra numeri e grandezze, soprattutto dopo le scoperte di Eudosso, che avevano mostrato l’impossibilità di esprimere numericamente certi rapporti geometrici, come nel caso delle grandezze incommensurabili (es. il rapporto tra lato e diagonale del quadrato).

Eudosso, infatti, aveva separato nettamente il concetto di numero da quello di grandezza, poiché solo quest’ultima è infinitamente divisibile. Senocrate, invece, sostenne che anche le grandezze non sono divisibili all’infinito, ristabilendo così la supremazia dei numeri e delle Idee come elementi primari dell’essere.

Infine, Senocrate propose anche una concezione interessante delle anime come entità intermedie tra gli uomini e le Idee, rafforzando l’idea di una continuità ontologica tra i diversi piani della realtà.

L’Accademia di Platone non fu solo un centro di insegnamento, ma un vero e proprio crocevia di idee e sperimentazioni filosofiche. L’evoluzione del pensiero accademico, da Platone a Speusippo fino a Senocrate, mostra un’intensa attività di riflessione sui fondamenti della realtà, sull’unità e la molteplicità, sul rapporto tra il sensibile e l’intelligibile. Questa tradizione, pur divergendo nei dettagli, mantenne viva la tensione verso la ricerca del sapere e dell’ordine profondo del cosmo, che aveva animato fin dall’inizio l’impresa platonica.

SCHEMA VISIVO

🏛️ L’Accademia e le Dottrine non scritte di Platone

📚 1. L’Accademia di Platone (fondata c. 387 a.C.)

  • 🔹 Luogo di studio e insegnamento orale

  • 🔹 Metodo dialettico socratico: confronto critico e dialogico

  • 🔹 Temi trattati oralmente: Bene, Uno, Numeri, Essere

🗣️ 2. Le dottrine non scritte (insegnamento orale)

Concetto Significato
🟣 L’Uno Principio supremo → identità, ordine → associato al Bene
La Diade Principio del molteplice, indeterminato → associato al Male
🔷 Idee = Numeri Ma non sono i numeri matematici ordinari
🧮 Enti matematici Mediatori tra Idee e mondo sensibile

🔁 Sistema gerarchico della realtà
→ Dall’Uno alla molteplicità → dalle Idee al sensibile

👥 3. Evoluzione del pensiero accademico

👤 Speusippo (nipote di Platone, caposcuola fino al 339 a.C.)

Aspetto Visione di Speusippo
❌ Teoria delle Idee Rifiutata
🔄 Uno ≠ Bene Distinzione tra principio unitario e principio etico
🔢 Enti matematici Separati dal mondo sensibile
📐 Aritmetica ≠ Geometria Ogni disciplina ha principi autonomi

🟡 Critica di Aristotele: perdita dell’unità del reale

👤 Senocrate (caposcuola dal 339 al 315 a.C.)

Aspetto Visione di Senocrate
🔁 Ritorno al pitagorismo Identità tra Idee e numeri
➗ Numeri = Grandezze geometriche No distinzione: entrambi indivisibili, puri
🔍 Critica a Eudosso Rifiuta l’infinità divisibilità delle grandezze
🌌 Concezione dell’anima Entità intermedia tra uomini e Idee

📐 Contro la geometria classica: anche le grandezze sono finite e misurabili

🌌 4. Visione complessiva dell’Accademia

Autore Elementi centrali
Platone Uno e Diade come principi, Idee = numeri, insegnamento dialettico
Speusippo Pluralità di principi, separazione tra numeri e realtà
Senocrate Ritorno all’unità: numeri = idee = grandezze, anima come mediatore

🧭 Filo conduttore: la ricerca dell’ordine del cosmo

🔹 Tensione tra unità e molteplicità
🔹 Ruolo centrale della matematica e della metafisica
🔹 Continuità e trasformazione del pensiero platonico

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