HomeMitologia grecaAtena e Poseidone: la sfida che diede il nome ad Atene

Atena e Poseidone: la sfida che diede il nome ad Atene

Il mito di AtenaePoseidone non è soltanto una leggenda affascinante dell’antica Grecia: rappresenta l’anima stessa di Atene, la città simbolo della saggezza e della civiltà. Questa storia racconta la sfida tra due potenti divinità olimpiche per conquistare il patrocinio della polis e spiega perché il simbolo dell’ulivo sia diventato emblema di pace, prosperità e identità ateniese.

La città di Cecrope: le origini di Atene

Prima di chiamarsi Atene, la città era nota come Cecropia, dal nome del suo mitico fondatore Cecrope, descritto come mezzo uomo e mezzo serpente. Durante il suo regno la città attirò l’attenzione degli dèi, e fu allora che Atena, dea della saggezza, e Poseidone, dio del mare, si sfidarono per diventarne protettori.

La sfida tra Atena e Poseidone

Il dono di Poseidone

Poseidone colpì la roccia dell’Acropoli con il suo tridente, facendo sgorgare una sorgente. Tuttavia, l’acqua era salata e quindi inutile per bere e coltivare. In alcune versioni, invece, dal terreno nacque un cavallo, simbolo di potenza militare.

Il dono di Atena

Atena piantò un seme che divenne subito un ulivo rigoglioso. La dea spiegò che quell’albero avrebbe dato frutti, olio, legno e ombra: un dono utile e duraturo per la comunità.

Il re Cecrope e il popolo scelsero il dono di Atena. Da quel momento la città prese il nome della dea e divenne Atene, simbolo di saggezza, arte e strategia.

Acropoli Atene di notte
Veduta notturna dell’Acropoli di Atene

L’ira di Poseidone

Il dio del mare non accettò la sconfitta e, secondo il mito, punì la città con siccità e tempeste. Questa parte della leggenda riflette le difficoltà storiche dell’Attica, una regione povera d’acqua ma legata indissolubilmente al mare. Nonostante ciò, Poseidone rimase una divinità venerata ad Atene, soprattutto nell’Eretteo, tempio che custodiva sia l’impronta del suo tridente sia l’ulivo sacro di Atena.

Il significato simbolico della contesa

  • Pace e prosperità: l’ulivo era fonte di cibo e commercio.

  • Sapienza e strategia: il dono rappresentava la lungimiranza.

  • Resilienza: come racconta Erodoto, l’ulivo sacro rinacque anche dopo la distruzione persiana del 480 a.C.

  • Il tridente e la sorgente salata simboleggiavano la forza bruta e l’imprevedibilità del mare, risorsa vitale ma anche pericolosa per Atene, città portuale e potenza navale.

Evoluzione del mito nella storia

  • Apollodoro: narra la versione classica con Cecrope come giudice.

  • Virgilio: propone l’alternativa del cavallo.

  • Ovidio: lega la sconfitta di Poseidone alla vicenda di Medusa.

  • Pausania: descrive il culto condiviso nell’Eretteo.

  • Artisti rinascimentali: come Cesare Nebbia e Antonio Fantuzzi, raffigurarono la scena esaltando il contrasto tra la calma di Atena e l’impeto di Poseidone.

L’eredità culturale di Atena ad Atene

  • Le Panatenee: grandi feste in onore della dea.

  • Il Partenone e l’Eretteo: templi simbolo della devozione ateniese.

  • Artigianato e arti: sotto la protezione di Atena, Atene divenne centro di eccellenza artistica.

  • Strategia militare: la città prediligeva intelligenza e pianificazione rispetto alla pura forza.

La sfida tra Atena e Poseidone rappresenta una scelta simbolica: tra la forza immediata e la sapienza duratura. Gli Ateniesi optarono per l’ulivo, e con esso per la saggezza, la civiltà e la prosperità. Da quel mito nacque non solo il nome della città, ma anche l’anima stessa di Atene, destinata a diventare culla della cultura occidentale.

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