Tanto, tanto tempo fa, tra le montagne verdi e i boschi profumati della Grecia antica, viveva una ninfa allegra e gentile di nome Eco.
Eco amava parlare, raccontare storie e fare compagnia a chiunque incontrasse.
La sua voce era così dolce che persino gli uccellini si fermavano ad ascoltarla.
Eco aveva un dono speciale: sapeva ascoltare davvero.
Quando qualcuno era triste, lei restava lì, attenta, pronta a rispondere con parole gentili.
Un giorno, però, accadde qualcosa di strano. Per una magia degli dèi, Eco perse la possibilità di parlare come prima e poté ripetere solo le ultime parole che sentiva.
All’inizio ne fu triste, ma non smise mai di essere gentile. Non lontano da lì viveva un ragazzo bellissimo di nome Narciso.
Aveva capelli dorati come il sole e occhi chiari come il cielo d’estate. Tutti lo ammiravano, ma Narciso amava soprattutto… se stesso.
Passeggiava nei boschi senza accorgersi di chi gli stava intorno. Quando qualcuno lo salutava, lui sorrideva appena e continuava per la sua strada.
Un giorno Narciso entrò nel bosco dove viveva Eco. La ninfa lo vide e il suo cuore cominciò a battere forte. Voleva parlargli, ma poteva solo ripetere le sue parole.
“C’è qualcuno?” chiamò Narciso.
“Qualcuno…” rispose Eco piano.
Narciso si guardò intorno, confuso.
“Vieni qui!”
“Qui…” ripeté Eco, facendo un passo avanti.
Ma quando Narciso vide Eco, non capì il suo silenzio e si allontanò senza salutare.Eco rimase nascosta tra gli alberi, triste ma senza rancore.
Piano piano diventò sempre più leggera, finché di lei rimase solo la voce, che ancora oggi risponde tra le montagne.
Narciso continuò a camminare finché arrivò vicino a una sorgente limpida, così chiara che sembrava uno specchio.
Si chinò per bere… e vide riflesso un volto bellissimo.
“Chi sei?” chiese stupito.
L’immagine lo guardava senza rispondere. Narciso non capì che stava vedendo se stesso. Rimase lì a fissare il riflesso, dimenticando il mondo intorno.
Ma più guardava, più si sentiva solo. Con il tempo, Narciso capì una cosa importante: guardare solo se stessi non basta per essere felici.
Nel punto dove era rimasto a lungo, nacque un fiore delicato, bianco e giallo, che prese il suo nome: il narciso.
Da allora, questa storia insegna che:
- è bello volersi bene
- ma è ancora più bello ascoltare gli altri
- e condividere ciò che siamo
E ancora oggi, quando senti la tua voce tornare indietro tra le montagne,
gli antichi greci direbbero:
“È Eco che risponde… perché ascolta ancora.”
🎨 Mini-gioco:
Disegna Narciso che guarda il suo riflesso nell’acqua e Eco nascosta tra gli alberi che sorride piano.
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