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La scrittura e religione nell’Antico Egitto

Quando si parla della scrittura egizia, è importante usare il plurale: scritture. Infatti, lungo i millenni di storia dell’Egitto, si sono sviluppati diversi sistemi scrittori, ciascuno con caratteristiche e funzioni specifiche.

1. Geroglifici

La forma più antica e iconica della scrittura egizia è senza dubbio quella geroglifica, risalente attorno al 3100 a.C. I geroglifici sono un insieme di simboli figurativi, molti dei quali veri e propri disegni (ideogrammi), accanto a segni fonetici (che rappresentano suoni o sillabe) e determinativi (che precisano il significato di una parola).

Questa forma di scrittura era altamente complessa e solenne. Veniva impiegata nei templi, nei monumenti funerari e nelle tombe: la sua funzione era in parte religiosa, in parte celebrativa. Non si trattava di una scrittura “pratica”, ma di un linguaggio sacro, cerimoniale, adatto a comunicare con gli dèi e a garantire l’eternità del faraone.

2. Ieratico

Già in epoche molto antiche si sentì l’esigenza di una scrittura più rapida ed efficace per la gestione amministrativa e la vita quotidiana. Nacque così lo ieratico, una forma corsiva dei geroglifici. Il termine deriva dal greco hieratikós, cioè “sacerdotale”, perché fu inizialmente usato dai sacerdoti. Era adatto alla scrittura su papiro, cera o argilla, e serviva per registrare conti, contratti, inventari.

3. Demotico

Verso il VII secolo a.C. si sviluppò una forma ancora più semplificata, il demotico, dal greco dēmotikós, “popolare”. Nonostante il nome, era usato anch’esso da una ristretta cerchia di scribi, ma la sua praticità lo rese lo strumento principale della burocrazia egizia tardoantica. Era quasi una forma di stenografia, utile per documenti quotidiani, lettere, testi giuridici.

4. Copto

Infine, nel III secolo d.C., nacque lo copto, la scrittura dei cristiani egiziani. È una fusione tra l’alfabeto greco (lingua ormai dominante in Egitto in epoca ellenistica e romana) e alcuni segni del demotico. Per la prima volta compaiono le vocali, assenti nei sistemi precedenti.
Questa forma di scrittura sopravvive ancora oggi all’interno della Chiesa Copta, e ciò ha avuto un’importanza straordinaria nella decifrazione dei testi più antichi.

La stele di Rosetta e la rinascita del geroglifico

Per secoli, le scritture egizie rimasero incomprese. La loro decifrazione è una delle più affascinanti storie della linguistica moderna. Il punto di svolta avvenne nel 1799, quando l’esercito francese di Napoleone Bonaparte, durante la campagna d’Egitto, rinvenne presso la città di Rosetta una stele contenente lo stesso testo in tre scritture: geroglifico, demotico e greco.

Poiché il greco era lingua nota agli studiosi, fu possibile confrontare i testi e, grazie al lavoro di molti studiosi, il francese Jean-François Champollion, nel 1822, riuscì a decifrare il sistema geroglifico. Il suo merito fu intuire che i geroglifici non erano solo simboli figurativi, ma un sistema fonetico complesso, con segni che indicavano suoni oltre che concetti.
Champollion è considerato il padre dell’egittologia moderna.

La religione: un pantheon di simboli, miti e potere

La religione egizia era straordinariamente complessa, in parte perché ogni città aveva in origine la propria divinità protettrice. Quando i diversi regni e città vennero unificati, si creò un pantheon variegato, con dèi che spesso si sovrapponevano, si fondevano, si contrapponevano.

Nel tempo, alcuni dèi assunsero un ruolo preminente:

  • Amon-Ra, nato dalla fusione del dio tebano Amon con Ra, il dio Sole, divenne la divinità suprema.

  • Osiride, ucciso e smembrato dal fratello Set, fu ricomposto dalla moglie Iside e divenne il signore dell’aldilà.

  • Iside, simbolo di maternità, magia e vita, fu una delle divinità più amate.

  • Horus, figlio di Iside e Osiride, è il dio falco del cielo e incarnazione del faraone vivente.

  • Set, dio del caos e delle tempeste, rappresenta le forze distruttive.

  • Anubi, con testa di sciacallo, era il dio dei morti e dell’imbalsamazione.

  • Thot, dio della scrittura e della scienza, aveva la testa di ibis.

  • Maat, dea della giustizia e dell’equilibrio cosmico, rappresentata con la piuma di struzzo.

Una peculiarità egizia era la rappresentazione zoomorfa delle divinità: spesso avevano corpo umano e testa animale (falco, sciacallo, leonessa, ibis, coccodrillo, rana…), simbolo delle qualità e dei poteri legati a ciascun dio.

Il faraone: un Dio in terra

In nessun’altra civiltà antica il sovrano raggiunse un livello di divinizzazione pari a quello egizio. Il faraone non era semplicemente un re scelto dagli dèi: egli stesso era un dio.

  • In vita, era considerato l’incarnazione di Horus.

  • Dopo la morte, diveniva Osiride, il re dell’aldilà.

Il faraone era sommo sacerdote, capo politico e intermediario divino. Tutta la terra, le persone, i beni e perfino il tempo appartenevano a lui. La sua unica missione era mantenere l’ordine cosmico, incarnato nella dea Maat. Questo ordine si esprimeva attraverso la giustizia, la pace, l’armonia tra uomo e natura.

Scrittura e religione erano strumenti potenti nelle mani degli egizi: attraverso i segni, parlavano agli dèi e ai posteri; attraverso i riti, garantivano la vita eterna e l’equilibrio del mondo. Il loro sistema culturale era profondamente integrato: la scrittura sacra dava forma alla fede, e la religione giustificava il potere e il sapere.

Nei prossimi approfondimenti, vedremo come questa visione del mondo si rifletteva nella struttura sociale, nella vita quotidiana e nei ruoli delle diverse classi, dagli scribi ai contadini, dai funzionari agli schiavi. Ma già da quanto emerso oggi possiamo intuire quanto l’Egitto antico fosse una civiltà non solo evoluta, ma profondamente coerente nella sua visione dell’universo e del senso della vita.

📘TESTI CONSIGLIATI

Storia dell’Antico Egitto di Nicolas Grimal

Chi si avventura nella storia egiziana deve avere la capacità di leggere in filigrana i testi più disparati, scoprire a quali esigenze abbiano dato soddisfazione i monumenti e le opere d’arte, identificare quali strutture produttive portino a certi manufatti anche della quotidianità. Questa “Storia dell’antico Egitto” si basa su premesse di questo tipo. La lunga presenza all’Institut Français d’Archéologie Orientale al Cairo ha posto a Grimal la responsabilità ultima di scavi e di ricerche, e la sua capacità di lettore in trasparenza di testi si applica, in questo volume, a precisazioni genealogiche, testi letterari e religiosi, dati di scavo, materiali archeologici, epigrafi celebrative, risultati di analisi scientifiche.

TEST DI VERIFICA – L’EGITTO ANTICO: SCRITTURA, RELIGIONE E POTERE

🟦 PARTE 1 – SCELTA MULTIPLA (Segna la risposta corretta)

  1. Quale delle seguenti scritture era considerata sacra e solenne?
    a) Ieratico
    b) Copto
    c) Geroglifico
    d) Demotico

  2. Il termine “ieratico” deriva dal greco e significa:
    a) Popolare
    b) Antico
    c) Sacerdotale
    d) Divino

  3. Quale scrittura fu decisiva per la decifrazione dei geroglifici grazie alla Stele di Rosetta?
    a) Ieratico
    b) Copto
    c) Greco
    d) Latino

  4. Il dio Osiride è:
    a) Il dio del Sole
    b) Il dio del caos
    c) Il signore dell’aldilà
    d) Il dio della scrittura

  5. Quale dio aveva la testa di ibis ed era legato alla scrittura e alla scienza?
    a) Anubi
    b) Thot
    c) Horus
    d) Set

🟩 PARTE 2 – VERO O FALSO

  1. I geroglifici venivano usati principalmente per la scrittura quotidiana.
    🔲 Vero 🔲 Falso

  2. Il demotico era una forma di scrittura accessibile a tutta la popolazione egizia.
    🔲 Vero 🔲 Falso

  3. Il faraone era considerato un dio in terra già durante la sua vita.
    🔲 Vero 🔲 Falso

  4. La scrittura copta è una fusione tra il greco e il geroglifico.
    🔲 Vero 🔲 Falso

  5. La religione egizia prevedeva una rappresentazione umana e naturalistica degli dèi, senza simbolismi animali.
    🔲 Vero 🔲 Falso

🟨 PARTE 3 – RISPOSTE APERTE

  1. Spiega brevemente la funzione della Stele di Rosetta nella storia della linguistica.

  2. Descrivi le principali caratteristiche della religione egizia e il ruolo che aveva nella società.

  3. In che modo la scrittura e la religione erano strumenti di potere nel mondo egizio?

  4. Che differenza c’è tra i geroglifici e il demotico, sia per struttura che per funzione?

  5. Qual era il legame tra il faraone e le divinità secondo la concezione egizia?

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