HomeLezioni di storiaDal Paleolitico al Neolitico: la nascita della civiltà

Dal Paleolitico al Neolitico: la nascita della civiltà

1. Introduzione: la Preistoria

La Preistoria è la fase più antica della storia dell’umanità, quella che precede l’invenzione della scrittura (circa 3.000 a.C.). Essa si suddivide in tre grandi periodi:

  • Paleolitico (età della pietra antica)

  • Mesolitico (età della pietra di mezzo, periodo di transizione)

  • Neolitico (età della pietra nuova)

Il Paleolitico e il Neolitico rappresentano due fasi molto diverse del cammino umano, caratterizzate da cambiamenti profondi nello stile di vita, nella cultura e nell’organizzazione sociale.

2. Il Paleolitico Superiore: bande, caccia e spiritualità

Vita quotidiana e organizzazione sociale

Nel Paleolitico Superiore (circa 40.000 – 10.000 anni fa), i gruppi umani vivevano in piccole comunità chiamate bande, composte da poche decine di individui. Non esisteva una vera e propria società strutturata: la vita si basava sulla caccia, sulla pesca e sulla raccolta di frutti, radici, semi. Era quindi un’economia di sussistenza e prelievo: si prendeva ciò che la natura offriva spontaneamente.

Vi era una prima divisione del lavoro di tipo sessuale: gli uomini si dedicavano principalmente alla caccia, attività faticosa e pericolosa, mentre le donne si occupavano della raccolta e della cura dei bambini.

Espressioni artistiche e religiose

In questo periodo compaiono le prime espressioni artistiche, come le pitture rupestri nelle grotte di Lascaux (Francia) e Altamira (Spagna). Le scene raffigurano per lo più animali e cacce: secondo gli studiosi, questi disegni avevano valore rituale o propiziatorio, legato a pratiche magico-religiose.

La presenza di questi riti suggerisce che gli uomini del Paleolitico avessero forme primitive di religione, legate probabilmente all’animismo: la credenza che ogni elemento naturale (animali, piante, fenomeni atmosferici) abbia uno spirito o un’anima.

3. Il Neolitico: la rivoluzione agricola

Cambiamenti climatici e transizione

Con la fine dell’ultima glaciazione (circa 10.000 anni fa), il clima diventò più stabile e favorevole allo sviluppo dell’agricoltura. Questa trasformazione è detta transizione neolitica (un tempo chiamata “rivoluzione neolitica”).

Dall’economia di prelievo si passa a un’economia di produzione: l’uomo coltiva la terra e allevia gli animali. Le prime colture furono graminacee e leguminose, spontanee all’inizio ma poi selezionate.

Sedentarizzazione e villaggi

L’agricoltura e l’allevamento resero possibile una vita sedentaria. Nascono così i primi villaggi stabili, come:

  • Gerico (attuale Palestina, 7.000 a.C.)

  • Çatalhöyük (attuale Turchia)

Questi insediamenti erano abitati da centinaia di persone e disponevano di abitazioni, silos, luoghi di culto, e strutture comuni. La sedentarietà portò anche allo sviluppo della proprietà privata, almeno di strumenti e bestiame, e alla nascita di una gerarchia sociale.

4. Innovazioni tecniche e tecnologiche

Strumenti in pietra levigata

Nel Neolitico si sviluppano nuovi strumenti grazie alla lavorazione della pietra levigata:

  • Asce (per disboscare e preparare i campi)

  • Macine (per lavorare i cereali)

  • Lame affilate

  • Il primo aratro (intorno al 4000 a.C. in Mesopotamia ed Egitto)

Ceramica e metallurgia

L’introduzione della ceramica (dal VI millennio a.C.) fu fondamentale per conservare cibo e liquidi. Il suo sviluppo richiese la costruzione di forni sempre più avanzati, che poi permisero anche la nascita della metallurgia, soprattutto nella lavorazione del rame, oro, e argento.

Commerci e scambi

Il bisogno di materiali specifici (come l’ossidiana, un vetro vulcanico molto tagliente) stimolò i primi commerci su media e lunga distanza, sia via terra che, progressivamente, via fiume e mare con le prime imbarcazioni.

5. Conseguenze culturali, sociali e ambientali

Divisione del lavoro e società complessa

Con la crescita dei villaggi nasce una vera e propria divisione del lavoro:

  • Contadini

  • Allevatori

  • Artigiani

  • Specialisti del culto

La trasmissione delle competenze spesso avveniva per via familiare. Si sviluppa un primo consiglio dei capifamiglia, con un possibile capo villaggio riconosciuto per prestigio e autorevolezza.

Religione e culto della fertilità

I culti si evolvono da semplici riti magici a forme più strutturate di religione politeista. Le numerose statuette femminili ritrovate (come la “Dea Madre”) sono testimonianza di un culto della fertilità legato alla terra, all’agricoltura, e alla riproduzione.

6. Problemi e conflitti

Malattie e zoonosi

Il contatto ravvicinato con gli animali portò all’insorgere di malattie infettive (zoonosi). L’organismo umano non era ancora preparato: la mortalità era elevata e la comprensione del fenomeno pressoché nulla.

Guerre tra villaggi

La nascita di scorte alimentari e proprietà private portò ai primi conflitti tra villaggi. Alcuni siti archeologici mostrano tracce di scontri violenti e sepolture di massa. Le guerre non erano più solo contro la natura, ma anche tra comunità umane.

7. Nomadi e sedentari: due mondi a confronto

Nel Neolitico coesistono due modelli:

  • Sedentari, stabili nei villaggi, coltivatori e allevatori

  • Nomadi, ancora pastori e cacciatori-raccoglitori

I rapporti tra questi due gruppi furono contrastanti: talvolta pacifici, con scambi di merci e conoscenze; altre volte conflittuali, soprattutto per la mancanza di confini condivisi e la diversa visione della proprietà.

8. Conclusione: verso la civiltà

Il passaggio dal Paleolitico al Neolitico non fu un cambiamento improvviso, ma un processo lungo e complesso, durato millenni. Tuttavia, fu fondamentale per la nascita delle prime civiltà storiche, che emergeranno tra il 3500 e il 3000 a.C. in Mesopotamia, Egitto, India e Cina.

Parole chiave da ricordare

    • Paleolitico: caccia e raccolta, bande nomadi, arte rupestre, animismo

    • Neolitico: agricoltura, allevamento, sedentarietà, villaggi, ceramica, aratro, religione, divisione del lavoro, guerre

Domande di comprensione

1. Quali sono le principali differenze tra il Paleolitico e il Neolitico in termini di economia, società e tecnologia?

2. Perché si parla di “rivoluzione” agricola nel Neolitico? Quali cambiamenti ha portato?

3. Quali sono le innovazioni principali introdotte durante il Neolitico? Cita almeno tre esempi.

Domande aperte e riflessive

4. In che modo pensi che la sedentarizzazione abbia influenzato il modo in cui gli esseri umani percepivano il mondo e il proprio ruolo nella natura?

5. Oggi viviamo in una società complessa e urbanizzata. Secondo te, ci sono ancora aspetti della vita paleolitica o neolitica che potremmo recuperare o da cui potremmo imparare qualcosa?

TESTI CONSIGLIATI

📖 Preistoria. L’alba della mente umana di Colin Renfrew

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