Il “Lachete” è uno dei primi dialoghi di Platone e rappresenta un perfetto esempio della vivace arte socratica del dialogo. In questo testo, Socrate viene coinvolto in una discussione con due generali ateniesi, Nicia e Lachete, riguardo l’educazione dei giovani e in particolare la possibilità di insegnare loro l’arte della guerra. Ma presto il discorso si trasforma in un’indagine più profonda: che cos’è il coraggio? E, ancora, può essere insegnato?
L’inizio del dialogo: un confronto sull’educazione
La scena si apre con due cittadini, Lisímaco e Melesia, che chiedono consiglio sull’educazione dei propri figli. Lachete propone di chiedere il parere di Socrate, noto per occuparsi della formazione morale dei giovani. Il tema dell’educazione, dunque, si lega subito a quello del valore militare, centrale nella cultura ateniese dell’epoca.
Nicia e Lachete: due visioni opposte sull’arte della guerra
Alla domanda se i giovani debbano imparare a combattere, Nicia risponde affermativamente, vedendo in questa disciplina una via per accrescere il coraggio e la padronanza di sé. Lachete, al contrario, è scettico: ritiene che se si trattasse davvero di un’attività nobile, non verrebbe evitata da città famose come Sparta.
Questo confronto mette in luce due concezioni contrapposte dell’educazione: una più tecnica e funzionale, l’altra etico-pratica.
La ricerca socratica del concetto di coraggio
Socrate, come sempre, non impone il suo punto di vista, ma conduce un’indagine maieutica. Chiede ai suoi interlocutori di definire cosa sia il coraggio. Le prime risposte — ad esempio che il coraggio è la resistenza in battaglia o la capacità di affrontare i pericoli — vengono progressivamente smontate da Socrate, che ne mostra i limiti logici e pratici.
Un concetto sfuggente: dal valore militare alla conoscenza del bene
Attraverso una serie di controesempi e di domande incalzanti, Socrate porta i suoi interlocutori (e il lettore) a comprendere che il coraggio non può ridursi alla resistenza cieca né all’audacia sconsiderata. Piuttosto, esso sembra implicare una forma di conoscenza, un sapere del bene e del male, capace di guidare l’azione in ogni circostanza.
La tensione tra sapere e agire
Il dialogo si chiude senza una definizione definitiva del coraggio. Ma il vero obiettivo del dialogo non è una risposta, bensì un esercizio filosofico, un invito a pensare in profondità. In questo senso, il fallimento apparente della discussione rappresenta il successo più autentico del metodo socratico.
Il valore pedagogico del “Lachete”
Il “Lachete” è un testo che unisce riflessione morale, ironia socratica e pedagogia. Al centro vi è la formazione dell’individuo, non solo in quanto cittadino o soldato, ma soprattutto come essere capace di interrogarsi. La discussione sul coraggio diventa un pretesto per esplorare il rapporto tra sapere e virtù, tra teoria e pratica.
In tempi in cui l’educazione tende a ridursi a tecniche e performance, il “Lachete” ci ricorda che formare un essere umano significa innanzitutto insegnargli a pensare.
Test di Verifica sul “Lachete” di Platone
Parte 1: Scelta multipla
1. Chi sono i protagonisti principali del dialogo “Lachete”?
a) Socrate, Platone, Pericle
b) Socrate, Nicia, Lachete
c) Nicia, Aristotele, Melesia
d) Socrate, Lisimaco, Protagora
2. Qual è il tema iniziale della discussione?
a) La filosofia naturale
b) L’educazione musicale
c) L’educazione dei giovani all’arte della guerra
d) La politica ateniese
3. Secondo Nicia, perché è utile insegnare ai giovani a combattere?
a) Per renderli forti fisicamente
b) Per disciplina religiosa
c) Perché migliora il coraggio e la leadership
d) Per obbedire alle leggi di Sparta
4. Cosa pensa Lachete dell’arte della guerra come disciplina educativa?
a) È essenziale per ogni cittadino
b) È inutile e volgare
c) Va insegnata solo agli adulti
d) Va sostituita con l’arte retorica
5. Quale metodo utilizza Socrate per condurre la discussione?
a) L’indottrinamento
b) Il racconto mitologico
c) Il metodo maieutico basato su domande
d) L’uso della forza retorica
Parte 2: Vero o Falso
6. Il dialogo si conclude con una definizione chiara e condivisa di “coraggio”.
7. Socrate afferma che il coraggio è una forma di resistenza fisica.
8. Lachete e Nicia hanno idee contrastanti sull’educazione militare.
9. Il vero obiettivo del dialogo è quello di trovare risposte definitive.
10. Platone utilizza il personaggio di Socrate per promuovere la riflessione critica.
Parte 3: Domande aperte
11. Spiega in breve la posizione di Nicia riguardo l’insegnamento dell’arte della guerra ai giovani.
12. Qual è il principale dubbio sollevato da Socrate sulle definizioni proposte di “coraggio”?
13. Che valore ha il metodo socratico nel contesto del dialogo? Quale messaggio educativo trasmette?
14. In che modo il dialogo “Lachete” può essere attuale nel dibattito sull’educazione di oggi?
15. Secondo te, perché Platone sceglie di non far concludere il dialogo con una risposta definitiva?
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Lachete di Platone nelle varie edizioni
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