Crisi a San Giorgio: Travanut, “Il centrosinistra non può prescindere da Del Frate, a meno che non voglia perdere a priori”

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Abbiamo chiesto una breve analisi della crisi politica che sta vivendo a 360 gradi San Giorgio di Nogaro al prof. Mauro Travanut, ancora oggi uno degli amministratori più stimati della bassa friulana (è stato Sindaco di Cervignano dal 1990 al 2002 e poi consigliere regionale).

Prof. Travanut, San Giorgio non è un paesello qualsiasi per gli equilibri politici e socioeconomici della bassa friulana…

San Giorgio è un perno significativo perché è sempre stato l’ombelico e un equilibrio di chi guarda sia a ovest che a est, centralizzando e mettendo assieme le parti. Cervignano e Latisana sono distanti per geografia e storia, mentre San Giorgio ne rappresenta la cerniera. La sua storia è importante se non altro per la sua vicenda unica sia economica che industriale e perché forte di una caratteristica che altri non hanno, con una zona industriale importante e la presenza dell’unico porto del Friuli. Ogni territorio ha le sue piccole microstorie, caratterizzate da personaggi spesso distanti e senza una matrice comune, ma sempre con una variante presente nella specificità che esce dai margini di una sorta di universalità. Ogni fatto non si evolve mai per risolversi in condizioni di uguaglianza e di terreno comune.

E San Giorgio non fa eccezione…

Quindi anche San Giorgio ha una sua peculiarità caratterizzata da personaggi difficilmente normalizzabili in semplici e ordinari registri: ciascuno fa specie a sé. Come dire, originano da stampi che non si riutilizzano più e poi inevitabilmente si gettano. Per questo, le storie non intendono in alcun modo, assolutamente e senza fallo ripetersi. I fatti sono pertanto costretti a piegarsi alle “virtù” di costoro. Personaggi piuttosto volitivi, direi ben torniti caratterialmente; parlo dei sindaci che ho conosciuto e con cui ho frequentemente interloquito fin dagli anni ottanta. Avevano una certa robustezza nei confronti dell’interlocutore e non erano certo figure che si inchinavano ad altre. Tutto questo dipinge anche la condizione del luogo. Adesso la fase è caratterizzata da un po’ di decadenza, direi da una stasi complessiva, una sorta di fastidiosa narcosi politica. San Giorgio paga anche lui questo cattivo dazio. Il sindaco attuale ha racimolato più difficoltà che altro e questo è un sintomo importante. Ovunque in ogni caso i dipinti sono meno intensi e la storia è la stessa.

Qui nessuna delle parti politiche nasconde la crisi…

La stranezza stessa di San Giorgio è stata la capacità di riuscire a fiondare nel campo avverso le proprie difficoltà. Doveva essere il centrodestra a deflagrare e invece il centrosinistra non ha voluto farsi superare nemmeno in questo. Ha trovato una condizione vantaggiosa e invece di approfittarsene va a vedere le sue difficoltà e le accende. Il momento è buono per essere i primi della classe, anche nella difficoltà.

Del Frate è riuscito ad essere protagonista anche in questa circostanza…

Ha la caratteristica di essere un uomo presente, che ha una sua caratura e una sua sensibilità. Se dice una cosa è quella, rappresenta il senso della voluta stabilità e quando deve arrivare al dunque ci arriva vagliando tutte le possibilità. Pietro è una persona che cerca il pensiero di coloro che ritiene validi e poi tira lui le somme. Ma non è certamente sordo.

Il ruolo del Partito democratico?

In questi casi il Pd dovrebbe essere il perno di tutto, se non altro perché è il partito più riconosciuto. Credo però che in questa fase viva una sorte di difficoltà che si nota ovunque e San Giorgio non fa certo eccezione. Accade qui che, invece di far quadrato intorno alla figura storica Del Frate, indipendentemente se sarà lui o meno il candidato alla carica di sindaco per il centrosinistra, sceglie di non seguirlo.

Un errore quindi?

Non si può prescindere da Del Frate, a meno che non si voglia perdere a priori le elezioni.

Una previsione sulla crisi…

Sarebbe del tutto fuori luogo che continuassero a governare nello stato di salute in cui versano, le ferite a mio parere sono troppo profonde perché possano continuare a lavorare con serenità per questo auspico che si vada ad elezioni in autunno. Al momento non mi sembra ci siano le condizioni di affrontare serenamente il Governo di una città.

Cosa accadrà alle parti in campo?

Spero che le parti siano più serie e non composte solo da piccoli francobolli che pretendono di rappresentare una comunità, ma trovino delle sintesi da una parte o dall’altra. Poi… vinca il migliore.

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