Verso il contratto di area umida per la Laguna di Marano

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A febbraio è stato approvato dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, il documento d’intenti preliminare alla stipula del contratto di area umida del sistema della laguna di Marano. Si tratta di un documento importante, come ribadito dall’assessore all’energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, che “mira ad assicurare un maggiore coordinamento tra i diversi livelli di pianificazione territoriale e le autorità preposte alla gestione delle zone umide, limitando nel contempo i conflitti tra la conservazione del patrimonio naturalistico e le attività economiche, attraverso una governance multilivello per le aree umide“.

Il progetto è finanziato attraverso il bando del Programma di cooperazione territoriale europea Interreg Italia Croazia 2014-2020 e coinvolge in qualità di capofila l’Istituto universitario Iuav di Venezia, e, in qualità di partner, la Comunità Riviera friulana, l’Università di Camerino, il Comune di San Benedetto del Tronto, il Patto territoriale Nord Barese Olfantino, gli enti naturalistici Natura Histrica (Pola), Natura jadera (Zara), e Zastrida Prirode (Dubrovnick).

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, Primo cittadino per 15 anni di Palazzolo dello Stella, spiega che “le aree umide sono ambienti preziosi, ma anche molto vulnerabili. Da ormai oltre 40 anni le Foci dello Stella e la Laguna di Marano sono un’area umida protetta dalla Convenzione internazionale di Ramsar del 1979 che ha avviato un quadro normativo poi sviluppato negli anni dall’Unione europea fino alla Regione FVG, per tutelare e proteggere i nostri territori. L’UTI Riviera Bassa friulana e il Comune di Marano Lagunare con il sostegno dell’Ue hanno avviato un processo partecipativo il 15 febbraio 2020, proseguito con la realizzazione di due Territori Lab e poi continuato con incontri aperti ai portatori di interesse e ai cittadini connessi allo sviluppo della Laguna. In Contratto di Area umida è aperto a tutti e la Regione FVG aveva riconosciuto il percorso con la Legge regionale n. 11 del 2015. Inoltre il Contratto di area umida si fonda sul consenso, sull’informazione e sulla partecipazione della popolazione, delle associazioni e degli enti promuovendo una visione di sintesi”.

Il percorso partecipativo del Contratto di Area Umida della Laguna di Marano ha raggiunto anche l’obiettivo di elaborare uno scenario per la Laguna nel 2030. Bordin commenta che “si tratta di un risultato quanto mai interessante perché visualizza il nostro territorio fra 10 anni attraverso diversi scenari: la governance, la consapevolezza che si possa incidere sui cambiamenti climatici anche localmente in maniera significativa, il turismo sempre più eco-sostenibile, la protezione delle barene e delle velme, il mantenimento di mote e casoni anche come salvaguardia dell’identità locale, fino al ruolo di primo piano dell’università nella ricerca e nella diffusione scientifica per la conoscenza della Laguna”.

Il progetto C.R.E.W. –Coordinated Wetland Management in Italy-Croazia Cross Border Region- ha tra gli obiettivi: l’istituzione di un osservatorio transfrontaliero per monitorare le migliori pratiche e i dati sulle zone umide, la protezione della biodiversità nelle zone umide costiere italiane e croate coordinando la metodologia dei Contratti di Area Umida, garantire il coordinamento tra portatori di interesse e decisori, la condivisione di una strategia transfrontaliera e il rafforzamento delle aree umide costiere italiane e croate.

Bordin ricorda come “il sistema Laguna rappresenti una delle aree naturali più estese e caratterizzanti del Friuli Venezia Giulia e una delle principali aree protette, designata quale sito della rete NATURA 2000 e riconosciuta ai sensi della direttiva Habitat 92/43/CEE come zona speciale di conservazione per la protezione di habitat e specie animali e vegetali significative a livello europeo, così come ai sensi della Direttiva Uccelli 2009/147/CEE per la tutela degli uccelli selvatici e del loro habitat”.