Ue. Lizzi (Lega), chiarezza su accuse di sfruttamento sessuale ONG in Congo

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“Secondo le inchieste condotte dalle agenzie di stampa The Humanitarian e Reuters, 51 donne congolesi sarebbero state costrette a prestazioni sessuali in cambio di prospettive lavorative da parte di funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), inviati nella RDC per fornire supporto sanitario alle popolazioni colpite dal virus dell’Ebola. Dagli ultimi dati ricavati dal Fondo Monetario Internazionale, il Congo è il quartultimo Stato al mondo per reddito pro capite. Sulla base della drammatica situazione economica e sanitaria del Paese, decine di donne vengono ricattate in cambio di un’occupazione umile con contratti a termine e pagati pochissimo, dai 50 ai 100 dollari al mese, ma necessari al fine di provvedere alla propria famiglia. Tra i diversi responsabili, oltre agli impiegati dell’Oms, risulterebbero anche alcuni soggetti provenienti da Organizzazioni non Governative, destinatarie di fondi europei, come: la International Medical Corps, l’Alliance for International Medical Action, l’Unicef, il World Food Programme, l’International Rescue Comitee e il Network of Media for Development”.

Lo scrive in una nota l’europarlamentare della Lega, Elena Lizzi, che in un’interrogazione alla Commissione europea ha chiesto “maggiore trasparenza sulle attività delle numerose ONG che operano sul territorio africano e a cui, ogni anno, vengono destinati ingenti fondi europei”.