Verso il 25 novembre: Violence against women, hearing of the Commitee FEMM

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Violence against women: state of play in the Member States and exchange of best practices è una tavola rotonda organizzata questo pomeriggio a Bruxelles dalla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM), in previsione di lunedì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La Presidente E. REGNER apre l’audizione illustrando alcuni dati:

  • Una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale
  • Solo il 52% delle donne in coppia può scegliere la sua vita sessuale e contracettiva
  • 750 Milioni di ragazze si sposeranno prima dei 18 anni entro il 2030
  • Una donna su due vittima di omicidio è vittima di femminicidio
  • Il 71% della tratta di essere umani sono donne e tre su quattro sono sfruttate a livello sessuale

Il dibattito si è sviluppato su due sessioni, la prima sugli strumenti legislativi e la seconda dedicata alle azioni degli Stati membri per combattere la violenza contro le donne. Nella prima sessione sono intervenute:

MARCELINE NAUDINE Presidente GREVIO –Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence- organismo indipendente del Consiglio d’Europa di monitoraggio per la Convenzione di Istanbul in tutti i paesi che lo hanno ratificato.

Ha spiegato l’utilità della Convenzione di Istanbul del 2011 –convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica-  firmata da 32 paesi, compresa l’Italia nel 2013. La Convenzione è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza, incentrata sulla prevenzione della violenza domestica, e perseguire i trasgressori.

JOANNA MAYCOCK Secretary General of European Women’s Lobby

“La violenza contro le donne deve essere considerata una priorità con l’obiettivo non di ridurla, ma eliminarla. Non ci può essere pace in Europa se le donne hanno paura in casa o al lavoro”.

Maycock spiega “Nonostante i molti progressi, nessun paese al mondo ha raggiunto la parità tra uomini e donna e non esiste alcun ambito in cui le donne siano alla pari con l’uomo. L’obiettivo spesso è di silenziare le donne per tenerle in una posizione subordinata”.

Ha ricordato che 62 Milioni di donne hanno avuto un’esperienza di molestia e 70 donne ogni settimana muoiono per femminicidio. Una donna su due è vittima di molestie.

Si cercano soluzioni affinché le donne in Europa possano vivere senza violenza. Lunedì è la giornata mondiale per pretendere una vita senza violenza e senza paura di violenza per le donne, saranno sicuramente tante le belle parole, “ma noi chiediamo azioni”.

La strategia politica per la violenza contro le donne deve essere una priorità dell’UE.

 

GENOVEVA TISHEVA, Member of CEDAW -The Committee on Elimination of Discrimination against Woman-

LA CEDAW è una convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna adottata nel 1979 dall’Assemblea della Nazioni Unite ed entrata in vigore nel 1981. Sono sette gli Stati membri ONU che non hanno ratificato la Convenzione: Iran, Nauru, Palau, Somalia, Sudan, Tonga e Stati Uniti (firmato ma non ratificato).

Nella seconda sessione sono intervenute:

ANA KLASICEK esperta legale, ha parlato della violenza sessuale durante il conflitto in Croazia.

La misura normativa riguarda coloro che 20 anni fa sono state vittime di stupri e non si sono viste attribuire l’attenzione che meritavano per superare il trauma, né alcun risarcimento. La maggior parte degli stupri non sono stati nemmeno denunciati. Nel 2013 un gruppo di lavoro nel Ministero ha cercato un modello adeguato per affrontare le necessità delle vittime e valutarne l’impatto sulla società.

Dopo 20 anni di silenzio è stato una sfida raccogliere le esigenze e le testimonianze di queste donne. La società deve riconoscere l’abuso sessuale durante la guerra sia come tattica di guerra, sia per altri motivi, per poter esercitare i diritti delle vittime che riceveranno sostegno indipendentemente dall’età, dall’etnia ecc.

La riservatezza dei dati è assicurata e tutte le procedure sono fatte con il consenso delle vittime, nella maggior parte dei casi visti i decenni passati non ci sono prove. Le donne hanno diritto ad un indennizzo finanziario come per i crimini di guerra più un ulteriore indennizzo per quelle vittime che hanno subito gravidanza indesiderata o aborto. Nonostante l’indennizzo finanziario sia utile, è molto più importante superare il trauma che ancora pende come una spada di Damocle su queste donne. La normativa prevede una consulenza psicologica che però ha bisogno del sostegno della società. E’ necessario cercare aiuto e le vittime non devono essere abbandonate a loro stesse.

Ancora molte donne vivono ne silenzio, senza la fiducia necessaria nel sistema.

PILLE TSOPP-PAGAN Presidente WAVE network –Women Against Violence Network-

WAVE è una rete di 153 organizzazioni femminili che rappresentano 36 paesi, fondata per difendere i diritti delle donne. Le informazioni che forniscono arrivano direttamente dalla base della società.

LINK Tavola rotonda: QUI

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