Triplice omicidio: il più grave fatto di sangue dopo la tragedia di Myerling

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Il più grave fatto di sangue dopo la tragedia di Myerling, con l’omicidio-suicidio del principe ereditario Rodolfo, figlio dell’imperatore Francesco Giuseppe e della sua amante Mary Vetsera. Cosi i giornali austriaco definiscono la tragica vicenda che ha scosso non l’Austria, ma anche la Bassa Friulana dove la contessa Margherita Cassis Faraone era di casa. Nata a Vienna, abitava a Terzo di Aquileia nella Villa 2 giugno. Domani alle 18, nella chiesa di San Biagio, sarà celebrata una messa di suffragio per ricordare la nobildonna. Donna, colta,intelligente e soprattutto dai tratti mitteleuropei.

“Odiava suo padre come la peste” questo il virgolettato riportato da Il Messaggero Veneto in un articolo di oggi a firma Seu e Di Blas. Al contrario con ci sarebbero stati motivi per cui il conte Anton Goess avrebbe dovuto uccidere la matrigna, la contessa Margherita Cassis Faraone. Invece c’è stata una mattanza, un triplice omicidio, del padre, della seconda moglie e del fratello Ernest.

Il movente rimarrebbe un mistero, ma certo questo padre percepito come “tiranno”, lascia intendere anni di odio soffocati, fino a scoppiare con nell’uccisione dei familiari con un fucile a pallettoni. Fucile che, secondo la ricostruzione dei giornali, avrebbe sparato cinque volte e questo implicherebbe che sarebbe stato ricaricato per ben tre volte.

La linea difensiva, da quanto si può leggere sulle testate giornalistiche, verterà sulla fragilità mentale, minata dai tumori che gli provocano violenti mal di testa e confusione. Mancherebbe la premeditazione. Per quanto riguarda la situazione finanziaria ed economica, il momento sarebbe stato alquanto delicato, ma certamente non giustificherebbe tanta follia, ma che unita alla salute precaria avrebbero potuto contribuire a destabilizzare.

Da giovedì’ il conte si trova nel carcere giudiziario di Korneuburg dove rimarrà fino al 31 dicembre, quando la sua posizione sarà valutata da un giudice terzo che dovrà confermare o sospendere la misura detentiva, come previsto dalla legge austriaca.

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