Rapporto di sostenibilità: Net Spa, costi tra i più bassi d’Italia

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La mono-utility più grande del Friuli Venezia Giulia presenta il Rapporto di Sostenibilità dove si afferma per economicità, relazioni col territorio e riciclo. Il caso Udine: da sei anni ai vertici nazionali per tariffe economiche ma con elevata produzione di rifiuti, la città si avvia verso il porta a porta

Costi tra i più bassi d’Italia, un rapporto diretto e costante con il territorio e forti investimenti per assicurare il minor impatto ambientale nella gestione dei rifiuti. Net Spa presenta il Rapporto di Sostenibilità, documento che raccoglie l’attività dell’azienda di igiene ambientale più grande del Friuli Venezia Giulia nel biennio 2016-2017. L’operatività, in 86 Comuni soci delle province di Udine e Trieste su un bacino d’utenza di 345mila abitanti, ha portato nel biennio a raccogliere circa 350mila tonnellate di rifiuti, la cui corretta gestione ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di quasi 140mila tonnellate di CO2 e il risparmio di oltre 32mila tonnellate di petrolio. Nel periodo Net si è confermata tra le aziende con i costi più bassi nella raccolta e trattamento del rifiuto solido urbano: 18 centesimi al chilo, inferiore del 38% rispetto alla media del Nord Italia (29 centesimi) e dell’83% rispetto alla media nazionale. Confermato anche il primato nell’economicità delle tariffe: i Comuni serviti da Net applicano una Tari che in media vale 165,67 euro, contro i 270,79 del Nord Italia e i 312 euro della media nazionale. In questo ambito, brilla Udine: nella speciale classifica di Cittadinanzattiva infatti, la città per il terzo anno consecutivo si è attestata al secondo posto nazionale e al primo regionale per la tariffa rifiuti più bassa.

«Il Rapporto di Sostenibilità mette in evidenza il solido equilibrio tra i valori sociali, economici ed ambientali che caratterizzano Net e la sua attività», osserva il presidente della mono-utility a capitale interamente pubblico Alessandro Cucchini. «I risultati raggiunti ci spingono a consolidare e presidiare la presenza sul territorio mantenendo le tariffe competitive e a diffondere una maggiore cultura del recupero dei rifiuti».

In attesa del nuovo impianto di digestione anaerobica di via Gonars a Udine (che sarà presentato al primo Ecoforum in programma giovedì 6 dicembre all’auditorium della Regione di Pordenone), Net ha messo in atto un corposo intervento di rifunzionalizzazione dell’impianto di San Giorgio di Nogaro basato sul recupero e riciclo del rifiuto: con un investimento da 8,5 milioni di euro, le tre linee di produzione possono trattare fino a 71mila tonnellate di indifferenziato, 10mila tonnellate di verde e 15.500 tonnellate di organico. «Nel 2016-2017 abbiamo messo in campo azioni concrete lungo l’intero ciclo di vita dei materiali raccolti finalizzate alla chiusura dei cicli di lavorazione, superando “l’economia del riciclo” per focalizzare l’attenzione sull’intera catena del valore», dice il direttore generale di Net Massimo Fuccaro. Impulso è stato dato alla raccolta differenziata che ha superato il 65% (con punte d’eccellenza di oltre l’80% in alcuni Comuni) grazie ai quasi 62mila contenitori disseminati in tutto il territorio servito e ad interventi studiati insieme con le singole amministrazioni comunali che integrano le caratteristiche urbanistiche, socio-economiche e ambientali del territorio e i criteri di economicità dei Comuni.

Il “caso” Udine

Negli ultimi sei anni, Udine è sempre stata sul podio dei capoluoghi di provincia italiani con le tariffe rifiuti più basse. Rilevando un costo medio di 160 euro, l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva ha confermato la seconda posizione nazionale (alle spalle di Belluno) anche per il 2018. «Per quello che riguarda invece la percentuale di raccolta differenziata con il 67,4%, Udine è all’ottavo posto nazionale tra i comuni con più di 95mila abitanti; un risultato non così scontato visto che le maggiori difficoltà di differenziazione vengono registrate nei centri più grossi», sottolinea il direttore generale di Net, Fuccaro. Sul fronte della produzione rifiuti, che è pari a 582 kg per abitante all’anno, è noto il cosiddetto fenomeno dei “furbetti del cassonetto”, ovvero cittadini non residenti in città che però conferiscono i propri rifiuti nei cassonetti stradali udinesi. Un fenomeno che viene stimato intorno al 10% dei conferimenti. «Senza questa percentuale, Udine raggiungerebbe anche sotto il profilo della produzione dei rifiuti risultati di tutto rispetto, al pari di Bergamo, Bolzano o della stessa Pordenone», aggiunge Fuccaro. Gli sforzi per una maggiore differenziazione e per ridurre la produzione dei rifiuti sono però in corso: è al vaglio dell’amministrazione comunale una revisione del sistema di raccolta. «Lo studio di fattibilità che Net ha presentato prevede l’attivazione della raccolta porta a porta spinta in tutta la città, con standard anche superiori a quelli già adottati in altri centri di simili dimensioni», aggiunge Fuccaro. «È un progetto attuabile in poco meno di due anni che tiene conto delle peculiarità territoriali e che si prefigge significativi risultati in termini di incremento della differenziazione e di riduzione del fenomeno dei cosiddetti furbetti del cassonetto».

FONTE: Comunicato Net Spa

 

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