Maltempo: strage di vongole e cappelunghe, pescatori in ginocchio

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L’eccezionale ondata di maltempo ha distrutto vongole e cappelunghe, specie che fino a pochi anno orsono rappresentavano una delle eccellenze del territorio friulano. Per cause tuttora sconosciute negli ultimi annni, queste due specie di molluschi si erano notevolmente ridotte sul nostro territorio, tanto da rischiare la scomparsa.
I pescatori del Co.Ge.Mo. (Consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi nel Compartimento Marittimo di Monfalcone), che ha in gestione i banchi naturali delle specie in mare, affiancati dalla Regione, e dalle Associazioni di Categoria (Confcooperative/Fedagripesca e Legacoop), avevano dato vita a un’importante attività di rivivificazione dell’area marina con reintroduzione della vongola “peverassa” in alcune aree produttive. Avevano praticato anche una attenta gestione delle cappelunghe e avviato anche una nuova pesca, quella dei “bibi”, vermi utilizzati quale esca da pescasportivi. Ora, il maltempo dei giorni scorsi ha vanificato tutti questi sforzi e rischia di incidere sull’intero sistema della pesca in regione.La conferma della “strage” dei “bibi” l’hanno avuta quando si sono recati a pescare: il prodotto che consentiva di produrre un pur minimo reddito era praticamente scomparso. Le straordinarie mareggiate hanno avuto un effetto molto negativo anche per un’altra specie pescata delle imprese associate al Co.Ge.Mo.: i fasolari. Una valutazione per eventuali danni riportati da questa risorsa ittica potranno essere verificati nei prossimi giorni quando, in condizioni meteomarine più tranquille, si potranno effettuare attività di pesca in sicurezza.

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