La vita nei casoni, storia di una tradizione plurisecolare

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A Grado, fino al 4 novembre, una mostra racconta l’antica civiltà casonera
Un viaggio nella storia, nella tradizione, nell’affascinante ambiente lagunare. E’ occasione rara la raffinata mostra “I casoni di Grado. Storia e tradizioni della vita in laguna”, che fino al 4 novembre impreziosirà le vetrine del centralissimo Cinema Cristallo, nell’isola del sole. Proposta dall’associazione “Cervignano Nostra”, curata da Luciana Marchesan e patrocinata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, la rassegna offre un sintetico ma efficace sguardo sull’ambiente lagunare, appunto, e sulla sua peculiare umanità, quella civiltà casonera stratificata in secoli di esperienze e di accumulo di saperi. Così, a fine Ottocento, Giuseppe Caprin definiva i casoneri, dipinti come una sorta di primigenia razza di eroi: «Abita quei casali una gente robusta che dorme sui sacconi di foglia o immediatamente sulla stoppia e che ha bisogno di poca suppellettile: la sua stoviglia si riduce ad alcune ciottole di argilla: in un angolo c’è il barilotto dell’acqua, che vanno a fare ogni otto giorni, mentre le masse rotonde di vinchi, le gradelle di vimini, le voleghe ed i remi formano il trofeo delle armi di un lavoro duro e incessante». Una vita, quella nei casoni, avulsa dal contesto civile e spesa in comunione con una natura madre e matrigna al tempo stesso: figlia di un territorio magnifico ma avaro e difficile, quest’esistenza dura si è ovviamente evoluta, nel tempo, ma senza mai perdere i propri punti di riferimento o mutare le proprie tradizioni, inscindibilmente legate ai cicli naturali e alla contingenza materiale. Ecco così che i casoni, elemento cardine delle storie narrate sui pannelli a corredo dell’esposizione, non sono più soltanto abitazioni di pescatori: rappresentano, al contrario, parte imprescindibile di un patrimonio culturale che unisce le antiche usanze popolari al paesaggio in cui esse sono maturate, la poesia alle arti figurative, la storia alla geografia. Nella sua accezione giuridica un “bene culturale” è una “testimonianza materiale avente valore di civiltà”: i casoni, a prescindere da come li si voglia guardare, sono essenza tangibile di una civiltà che merita di essere conosciuta e valorizzata. Tre le sezioni in cui è articolata la mostra: la prima illustra la geomorfologia della laguna di Grado e la sua trasformazione nel corso dei secoli; la seconda scandaglia le origini dei casoni, dalle prime capanne, risalenti all’età del bronzo, fino alle diverse tipologie tutt’oggi presenti nell’area lagunare veneta. Di quelli gradesi vengono inoltre indagate nel dettaglio le fasi costruttive. La terza e ultima sezione è infine dedicata alla vita in laguna, alle modalità e agli strumenti di pesca, ovvero a quel patrimonio di nozioni tecniche e pratiche su cui si fonda la civiltà casonera. Correda l’allestimento un accurato catalogo, ricco di immagini inedite, d’archivio e di mappe illustrative, curato da Luciana Marchesan e pubblicato da Nuove Edizioni della Laguna.

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