UDINE. Caccia a chi ha fornito la dose mortale alla 16enne

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“Alice non era una tossicodipendente. Non possiamo accettare che l’immagine, il ricordo di nostra figlia resti legato a quello di una ragazza morta di overdose nel bagno di una stazione ferroviaria…” Queste le parole della mamma e del papà della 16enne in uno dei servizi su Il Messaggero Veneto di oggi.

Trenta euro sono sufficienti per acquistare una dose di eroina, anche se a Udine, secondo quanto riportato dalla nota testata giornalistica in un virgolettato del vicequestore aggiunto alla Squadra Mobile, non ci sarebbe mercato: appena il 2% dei sequestri. In Veneto invece la musica cambia: l’eroina rimane una piaga. La droga trovata nel bagno della stazione ferroviaria dagli agenti della Polfer potrebbe essere eroina “gialla”, molto ricercata sul mercato negli ultimi tempi. Il nome deriva dal colore delle dosi ed è fino a 100 volte più pura di quella presente sul mercato qualche anno fa. Viene tagliata con un potente analgesico ed ha un’efficacia 500 volte superiore alla morfina.

Le ultime ore della sfortunata 16enne sono raccontate su il Messaggero Veneto. La giovanissima è uscita dal Sello alle 13.30 e ad aspettarla c’era il fidanzato 15enne. Si sono incamminati verso Borgo Stazione e hanno fatto tappa in via Roma per acquistare una pizza al trancio consumata nel sottopassaggio di Viale Europa Unita. A un certo punto la ragazza si è allontana per qualche minuto per comperare due bibite. Le telecamere di sorveglianza dello scalo ferroviario hanno ripreso i giovani intorno alle 14.30. Sono quindi entrati in un bagno della stazione dove, secondo una prima ricostruzione, avrebbero assunto l’eroina. Alice non si sveglierà più.

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