SAN GIORGIO. I 40 anni della Nobile Impianti raccontati da Tommy Nobile

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La Nobile Impianti SRL compie 40 anni. La storica realtà sangiorgina, nasce nel 1978 dalla felice intuizione di Vinicio Nobile e Roberto Biasinutto a Chiarisacco con il nome “Nobile e Biasinutto”. Oggi l’azienda della famiglia Nobile conta una ventina di dipendenti; Tommy, figlio di Vinicio, è l’amministratore unico, il secondogenito Samuel ha iniziato a muovere i primi passi all’interno dell’azienda e la madre dei due ragazzi, Anna, continua ad essere l’anima dell’attività.

Tommy, la Nobile Impianti è una delle realtà imprenditoriali ormai più longeve del territorio…

Quest’anno festeggeremo 40 anni un traguardo importantissimo. Mio padre Vinicio e il socio di allora, Roberto Biasinutto, hanno creduto in questo progetto  e da dipendenti elettricisti di un’azienda di Torviscosa hanno fondato la Nobile & Biasinutto. La Società inizia le sue attività fornendo di piccole commesse il territorio, ma nell’arco di pochi anni allarga progressivamente l’attività inserendosi nel settore dell’impiantistica industriale e ampliando al contempo il proprio organico.
Nel 1989, a seguito dell’interruzione del rapporto collaborativo tra i due soci fondatori, la società si scioglie mantenendo la denominazione “Nobile & Biasinutto S.n.c.” sino al 2001, momento in cui l’azienda assume l’attuale denominazione di Nobile Impianti Srl.
Dall’Agosto 1989 la Nobile Impianti S.r.l. opera nell’attuale sede di Via Malignani n° 15 nella Zona Industriale Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, su un’area di 6.500 mq. in uno stabile di 1.200 mq., di cui 200 mq. riservati agli uffici, all’interno dei quali si svolge e viene sviluppata direttamente l’attività tecnica di progettazione e gestione delle commesse.
Nel 1998 consegue la certificazione ISO 9001, tra prime aziende del settore in Friuli Venezia Giulia e nel 1999,  vista la crescente richiesta del mercato, intraprende l’attività di installazione di impianti termoidraulici e condizionamento per offrire ai nostri clienti un servizio completo impiantistico.

Lei entra presto in azienda…

Mio padre prima e io poi, abbiamo coltivato la filosofia dell’azienda come famiglia instaurando un rapporto diretto e sincero con i nostri dipendenti. Questa è stata la giusta leva per raggiungere i traguardi più importanti. Ricordo che da ragazzino passavo le estati a lavorare nei cantieri in cui la mia mansione era prevalentemente quella di “spaccamuro” e “tiracavi” imparando il concetto di  sacrificio e dedizione dai miei colleghi superiori. Entrai definitivamente nella famiglia Nobile Impianti nel 2000, dopo aver ultimato gli studi  e nel 2003 subentro in ufficio tecnico.

La crisi ha colpito anche la vostra realtà?

Si dovrebbe parlare di due crisi diverse in periodi diversi. La prima negli anni ’90 che ha interessato il settore industriale, vissuta di riflesso perché ero solo un ragazzino, ha ridimensionato le nostre attività. Basti pensare che negli anni ’80 l’azienda  era arrivata a contare fino a 60 dipendenti, un numero che poi si è ridotto fino a trovare l’ottimizzazione e l’equilibrio odierno. La seconda crisi è iniziata nel 2003: gli ingenti mancati incassi, dipesi prevalentemente da fallimenti di aziende per le quali lavoravamo, ci portarono in  un vortice di sofferenza economica. In quel periodo molte realtà come la nostra hanno dovuto chiudere e ricordo con amarezza le fatiche che mio padre sosteneva per riportare la sua azienda in condizioni migliori. Molto lo dobbiamo anche ai nostri dipendenti che nonostante le difficoltà ci hanno sostenuto e in particolar modo hanno creduto nella potenzialità dell’azienda e del suo titolare.

Il peggio è alle spalle, secondo lei?

Sicuramente la situazione è migliorata. Aziende come la nostra hanno bisogno di sinergia. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. E’ necessario stare al passo con la tecnologia, ottimizzare i tempi e ridurre gli sprechi anche logistici. Prima di iniziare una commessa è indispensabile avere le idee chiare sui progetti assegnati, per sviluppare direttamente in cantiere continuità di lavoro, evitando le solite paralisi che gravano economicamente sull’azienda stessa. Ad oggi i dipendenti sono una ventina, alcuni come Luciano, Denis e Moreno lavorano nella nostra azienda da trent’anni e da poco sono arrivati anche i figli di due dipendenti, Kevin e Daniel, che hanno preso parte della famiglia Nobile Impianti. Tutti i nostri dipendenti sono del luogo e parlano la lingua friulana e anche questo è un motivo di orgoglio. Spero che le nuove generazioni migliorino il loro approccio con il lavoro. Le aziende impiantistiche hanno bisogno di nuove figure professionali, giovani e con nuove idee.

E l’Aussa Corno?

La storia della Nobile Impianti è inevitabilmente legata all’Aussa Corno: il 60% degli impianti nella zona industriale  sono eseguiti  dalla nostra azienda. Oggi il mercato è cambiato, diciamo che solo il 10% del fatturato è frutto di lavori sulla nostra zona industriale; adesso guardiamo fuori dai confini regionali alla ricerca di un nuovo parco clienti che si sta consolidando velocemente. Ad oggi abbiamo commesse dirette in Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige; a novembre 4 dei nostri ragazzi partiranno per una nuova missione in Guyana Francese. Nella nostra zona la concorrenza è molto alta e non si riesce a creare quella sinergia che può far collaborare e crescere insieme le realtà nei diversi settori, dando da lavorare alle imprese del luogo. Adesso si respira, ma si viaggia sempre con gli occhi aperti.  Manteniamo il legame con il paese anche sponsorizzando realtà sportive e culturali del luogo, come facevamo con la Randi Pallavolo o come facciamo con la Sangiorgina Calcio e altre piccole realtà amatoriali e culturali, aiutando quello che crediamo sia un valore aggiunto: il nostro territorio.

Quanto valgono oggi i rapporti con i clienti?

A mio giudizio, il rapporto con i clienti vale ancora moltissimo, sono stati loro, insieme ai fornitori e chiaramente ai dipendenti, a darmi fiducia e l’opportunità di continuare il lavoro di mio padre.

Oggi Tommy ha 40 anni come questa azienda, e ne è l’amministratore unico…

Sono diventato amministratore unico due anni fa, dopo l’improvvisa scomparsa di papà. Ricordo bene il 35esimo compleanno dell’azienda: stavamo ancora attraversando la crisi economica e mio padre insieme ai suoi collaboratori aveva scelto di ricordare l’anniversario in maniera sobria, promettendo  di fare una bella festa per il 40esimo anno in quanto avrebbe anche maturato la pensione. Sabato 15 settembre ci sarà un gran ritrovo insieme a tutti quelli che negli anni hanno fatto parte integrante di questa realtà nel ricordo di questi meravigliosi 40 anni di attività e di papà.

 

 

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