GRADO. Ancora polemica sui 300 chili di tritolo scomparsi

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Non si placa la polemica sui 300 chilogrammi di tritolo scomparsi nel nulla dai fondali gradesi. Dopo il recupero del siluro di fabbricazione tedesca risalente alla Seconda Guerra Mondiale era stato svuotato dal tritolo e riposizionato in un bidone in mezzo al mare per il brillamento. Ma la mattina dopo il bidone aveva fatto perdere le proprie tracce e nonostante le accurate ricerche, fino ad oggi non si hanno notizie.

Si sono aperte divere ipotesi, fino alla presa di posizione della procura che, per fortuna, vuole vederci chiaro e alle parole, poco rassicuranti, ma che rappresentano il pensiero di molti, del sindaco di Grado apparse ieri su Il Piccolo: “ne bastarono 200 (chili di tritolo) per far saltare in aria il giudice Falcone nella strage di Capaci”. La polemica approda in prima battuta in Regione. Bisogna capire infatti cosa sia accaduto prima della sparizione del tritolo. “Supponendo che le indagini preliminari siano state fatte correttamente, visto che poi è saltato fuori un siluro evidentemente vanno cambiati i tipi di analisi” il commento del sindaco. Insomma la bonifica bellica era stata fatta?

Ieri è stata la volta anche del post su Facebook delle protezione civile di Grado. Chi gestisce la pagina ha scritto: “Protezione civile regionale, per colpa vostra ci stanno prendendo per i fondelli (per non dire per il c…). Il tutto accompagnato da panetti con una batteria e alcuni fili per l’innesco con il cartello “tritolo ultimi pezzi in offerta”. Il post è stato rimosso per poi riapparire senza il riferimento alla Protezione Civile regionale.

 

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