CERVIGNANO. Diminutto: “No allo Sprar. Sarebbe stato opportuno un referendum”

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La Consigliera Comunale Marika Diminutto stoppa quanto detto dal Consigliere Regionale dei Cittadini Pietro Paviotti, sostenendo che la realtà dei fatti è ben diversa e piu’ preoccupante di quanto si voglia dare da intendere ai cittadini.

“Paviotti quando afferma che “l’arrivo di persone che scappano da situazioni di guerra o persecuzioni esiste da tempo e continuerà ad esistere” dimentica che solitamente un problema esige una soluzione e che sono ben pochi quelli che effettivamente scappano da situazioni del genere, molti provengono da realtà ben più “vivibili”.

Chi sbarca o viene traghettato sulle nostre coste, arrivando prevalentemente dall’Africa subsahariana, per la stragrande maggioranza dei casi non è un profugo e nemmeno un povero in fuga dalla fame ma un giovane maschio, spesso appartenente al ceto medio, che non scappa da guerre o persecuzioni. 

I dati dicono che dall’inizio dell’anno il numero di persone che hanno fatto domanda di asilo politico, e che hanno ottenuto risposta positiva, si assesta intorno al 4%. Significa che tutti gli altri non rientrano nei parametri previsti dalla convenzione di Ginevra, quindi non sono persone che hanno lasciato il loro Paese sotto la minaccia di perdere la libertà o la vita, non sono persone perseguitate.

Se a tutto questo si aggiunge la recrudescenza di reati compiuti e molte volte anche “giustificati”da quella parte politica che parla di accoglienza umanitaria allora mi chiedo se tutto ciò sia un siparietto allestito per difendere i propri interessi elettorali.

Ritengo che Cervignano per superficialità ed accondiscendenza di chi amministra nella logica di politiche governative non debba “rischiare” di peggiorare ancor di più la già precaria situazione in termini di sicurezza, come recentemente ho spiegato in sede di Consiglio Comunale. 

Sarebbe stato opportuno che soprattutto ai cittadini venisse sottoposto un referendum sull’accoglienza dei rifugiati. Io resto per il NO all’ospitalità in strutture inadeguate che diventato epicentri di violenza e microcriminalità. No a quanto previsto dal sistema Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati). No allo sfruttamento di presunte cooperative ed associazioni che sulla speculazione dell’accoglienza ai migranti si sono arricchite sulle spalle di profughi e contribuenti.

Resterò ferma su queste posizioni che sono condivise da chi in me ha riposto fiducia.”

 

 

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