E’ nato il Comitato NO FUSIONE di Villa Vicentina

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Il 20 luglio 2017, nasce il comitato No Fusione di Villa Vicentina. Un importante numero di cittadini, cui fa capo il giovanissimo referente Manuel Ferrigno classe 1995, ha scelto di dar vita a questo movimento di salvaguardia dell’autonomia del proprio paese.

Settembre sarà un mese cruciale per il piccolo comune della Bassa friulana che, il giorno 24 dello stesso, sarà chiamato a scegliere tramite referendum consultivo se dar vita o meno alla fusione con il contermine comune di Fiumicello.

“Il comitato No Fusione – interviene Ferrigno – è un’iniziativa per coinvolgere i cittadini in un percorso di salvaguardia dell’autonomia del nostro comune. Lo scopo unico è sostenere e promuovere, tanto nei confronti della popolazione quanto verso le amministrazioni interessate, ogni iniziativa tesa a contrastare la fusione”. Ha le idee chiare Manuel Ferrigno e ci tiene a sottolineare che “il comitato è formato da cittadini e in esso non sono rappresentate organizzazioni politiche o di altro tipo. Siamo autonomi e liberi.”

Interessante sarà capire quali saranno le azioni che il comitato andrà ad intraprendere in un mese di campagna elettorale che si preannuncia arroventato. Ferrigno spiega “abbiamo in programma una serie di incontri informativi, faremo volantinaggio durante le manifestazioni che si terranno sul territorio prossimamente, lavoreremo per far conoscere al meglio alla popolazione le minacce di una fusione, ci impegneremo affinché non venga fatta confusione tra cessione delle funzioni e condivisione dei servizi. Fino ad ora ci hanno parlato solo di ipotetici vantaggi. Sappiamo, per certo, che ipotetici sono e ipotetici resteranno: a tal proposito incontreremo alcune persone che la fusione la stanno vivendo sulla propria pelle e, state certi, non ne sono entusiasti. Tutt’altro.”

Interessante quindi vedere gli sviluppi delle azioni del comitato. Conclude Ferrigno “La fusione è risparmio? Pensate solo che per promuoverla la Regione ha regalato alle due amministrazioni (la scelta di spesa appartiene a Fiumicello) 120.000 euro di fondi pubblici. Fatevi due conti e capirete che gli ipotetici risparmi, almeno per i primi tre- quattro anni, sono già ben che mangiati.”

 

 

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