TRAVANUT: “La sconfitta e’ della Serracchiani e di chi non ha capito che le regole del gioco si fanno insieme”

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“La sconfitta e’ della Serracchiani e di chi non ha capito che le regole del gioco si fanno insieme” Va dritto al nocciolo della questione il Consigliere Regionale Mauro Travanut (Mdp), già sindaco di Cervignano e anche coordinatore della legge elettorale approvata nel 2007 e ancora oggi in vigore. Nella serata di ieri il Consiglio regionale non ha trovato i numeri per centrare la maggioranza assoluta prevista dal regolamento: legge elettorale affossata. Si andrà a votare il prossimo anno con le stesse regole di oggi.

Consigliere Travanut, il naufragio della legge elettorale e’ un episodio o e’ sintomatico di una maggioranza che fatica?

Non bisogna dargli una pagina diversa da quella che e’: la legge elettorale e’ la legge di tutti, non la legge di una parte.

E’ la sconfitta della Serracchiani quindi?

Certo, una sconfitta netta della Serracchiani e di chi ha dato l’avvio a questo procedimento, non sapendo che le regole del gioco si fanno insieme. E ‘ la sconfitta di chi ha voluto a tutti i costi fare qualcosa pur sapendo non esserci una condivisione. Non ho certamente mai nascosto le mie idee. La partita e’ bella quando l’avversario e’ al tuo pari o piu’ forte, ma se, calcisticamente parlando, hai di fronte una porta piu’ grande della tua, si capisce bene quanto poco sia appagante per un calciatore la partita.

Lei fu coordinatore delle legge elettorale del 2007, a questo punto ancora in vigore…

Fui il padre della precedente legge elettorale risalente al 2007 e ancora oggi in vigore. Comincia a lavorarci nel 2006 e coinvolsi tutta la maggioranza, ma anche tutta l’opposizione. Per poter fare una proposta di legge di questa natura, che non può essere di parte, si devono ascoltare le volontà degli altri. Alla fine la legge trovò un consenso altissimo: su sessanta consiglieri solo 4-5 votarono contro.

Ieri però e’ stata affossata anche la doppia preferenza di genere…

E questo mi dispiace moltissimo, la doppia preferenza di genere mi trovava ampiamente favorevole, tanto che l’ho votata. Tengo a sottolineare che avevo proposto uno stralcio, ma non sono stato ascoltato. Se avessero portato solo il fatto della preferenza di genere sarebbe passata abbondantemente, invece…

E’ saltata anche la possibilità dei sindaci di candidare senza obbligo di dimissioni?

Si immagini una norma che dica che per quasi tutti i sindaci ci sia assenza di obbligo di dimissioni… Significa che il sindaco candida a Primo Cittadino con la consapevolezza che se gli cade a metà mandato o dopo un anno l’occasione di poter correre alle regionali ci prova: il costume etico verrebbe lacerato. Se la legge elettorale fosse stata approvata, il cittadino del paese sarebbe stato messo in un sottofondo, a vantaggio del cittadino regionale. Una vergogna etica, non certo una parità di diritto come hanno cercato di farla passare. E allora se parità di diritto e’, perché limitare il numero dei mandati in Consiglio?

In tutti gli anni da sindaco di Cervignano ha mai pensato di lasciare per andare in regione?

Quando nel 1998 mi chiesero di candidare nel Pds alle regionali ero Primo Cittadino di Cervignano, e risposi chiaramente che stavo facendo il sindaco. Quando ho finito di fare il sindaco e il mio rapporto con i cittadini si concluse, mi sono candidato. E, attenzione, quella volta non c’erano limiti, la legge permetteva di candidare comunque. Proprio alla luce del comportamento di allora, che mi sembra il piu’ corretto, ho mantenuto la linea di oggi.

 

 

 

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