DIMINUTTO: “L’interporto una cattedrale nel deserto da rilanciare”

556

Marika Diminutto, candidata per Fratelli D’Italia nella lista Uniti per Cervignano a sostegno di Giovanni Di Meglio, ha affrontato per bassaparola.it il tema “Interporto”. Argomento affrontato marginalmente in questa campagna elettorale, pur essendo l’interporto una delle infrastrutture piu’ importanti della Bassa Friulana che ha sede proprio a Cervignano del Friuli.

Marika, si e’ parlato solo marginalmente in questa campagna elettorale di Interporto. Come mai secondo lei?

Effettivamente, mi sono stupita di come l’argomento si sia trattato solo cosi, a sprazzi e con toni inutilmente accesi. L’Interporto e’ un patrimonio che andrebbe valorizzato con dei confronti costruttivi…

Invece?

Invece da troppo tempo viene trattato alla stregua di compensazione politica, insomma un ente di importanza minore che rientra nella galassia dei cosiddetti parcheggi politici, da tutti i partiti indistintamente, e questo per Cervignano non e’ stato un bene. Inoltre mi piacerebbe se ne discutesse anche in sede istituzionale.

Cosa intende…

Cervignano e’ socio dell’Interporto e indica un componente nel Consiglio di Amministrazione. In futuro auspico che il consiglio comunale venga informato e possa essere maggiormente coinvolto direttamente dalla voce del proprio rappresentante.

La situazione secondo lei…

La crisi non ha certamente aiutato ma non si puo’ dire che sia stato il solo aspetto negativo che ha colpito l’Interporto. Rimane una cattedrale nel deserto, una definizione ormai usata da tutti, che e’ costata nel corso degli anni 60 milioni di euro. Il trasporto su rotaia sta diminuendo, aumenta quello su gomma, mentre vent’anni fa accadeva che il trasporto su rotaia era pari al 15 per cento del mercato, oggi e’ meno della meta’.  Banalmente se mancano treni a cosa serve? Negli anni Ottanta era stato pensato per 100 convogli al giorno.

Si spieghi…

Se deve essere una compensazione politica, meglio lo si chiuda o lo si metta sul mercato. Altrimenti deve ritornare ad essere centro della logistica friulana, ma non solo sulla carta. La politica deve essere a servizio e l’impresa diventare un valore aggiunto.

In questo contesto la bretella?

Se l’obiettivo è di fare di Cervignano il retroporto dello scalo giuliano non basta certamente una bretella. La politica deve dare delle regole ambientali, sociali diverse per rendere piu’ appetibile il viaggiare su rotaia. Un imprenditore investe e persegue un obiettivo se e’ appetibile economicamente. La politica deve creare le condizioni affinché sia appetibile, altrimenti i flussi economici perseguiranno altre vie. L’Interporto di Cervignano e’ sia punto di scambio merci che ricompositore. Soprattutto la seconda peculiarità lo rende appetibile avendo come potenziale vagoni vuoti gia’ pronti.

Il rilancio dell’Interporto?

Diciamo pure il lancio… passa per una manovra della politica regionale che renda di nuovo competitiva la rotaia rispetto alla gomma, per esempio, non permettendo ai camion piu’ vecchi dell’est di transitare su territorio regionale e questo va fatto mediante norme antinquinamento come gia’ ha fatto la vicina Austria.

Se diventasse consigliere comunale…

Incentiverò il sindaco eletto, indipendentemente da chi sarà, a monitorare bene i conti del 2017 come socio. La parte finale della relazione dei revisori dei conti sul bilancio 2016 apre certamente diverse domande: “una situazione di equilibrio economico – patrimoniale che dipende da fattori non caratteristici e che sono di natura transitoria”.