Ventimila firme a difesa dei pozzi artesiani

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Una petizione per la difesa dei pozzi artesiani e contro l’obbligo di allacciamento all’acquedotto è stata presentata in Consiglio regionale al presidente Franco Iacop, presenti i consiglieri Cristian Sergo, Mara Piccin e Mauro Travanut.

A illustrarne i contenuti il primo firmatario Paolo De Toni, che ha messo in evidenza come a sottoscriverla siano stati 9.120 cittadini che manifestano la volontà di mantenere l’approvvigionamento idrico potabile attraverso i pozzi artesiani (fontane), come garantito dall’art. 93 del Regio Decreto 1775/1933. Queste firme si aggiungono alle 11.000 che furono raccolte tre anni fa contro le strozzature dei pozzi e l’obbligo del contatore alle fontane.

I firmatari respingono quindi l’impostazione del Tavolo Tecnico istituito dalla Giunta che vorrebbe imporre, in presenza di una rete di acquedotto pubblico esistente o in corso di realizzazione posto in capo a un Gestore del servizio idrico integrato, l’allacciamento alla rete stessa da parte di tutte le unità abitative nuove o esistenti e ammette nuovi pozzi a uso civile potabile esclusivamente in assenza di rete acquedottistica pubblica. Nuovi pozzi che comunque devono essere dotati di saracinesca e contatore.

Si tratta, sempre a giudizio dei firmatari, di un provvedimento antigiuridico e antipopolare e chiedono quindi che la materia dei pozzi artesiani sia tolta dal Piano di tutela delle acque e che venga riaperta una discussione serena in presenza di una moratoria.

Il presidente Iacop, rimarcando che l’acqua è un bene comune – non di alcuni – e come tale dev’essere trattato, ha assicurato la trasmissione immediata alla competente Commissione affinché possa aprirsi il confronto sui diversi aspetti che attengono alla questione.

FONTE: notizie dal Consiglio FVG (clicca QUI)

Immagine tratta da Il Friuli

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