A LEZIONE DI TRAVANUT. HEGEL: Tutto il reale e’ razionale e tutto il razionale e’ reale

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L’azzardo di Travanut: chiedere a Hegel una sintesi degli anni di fine Settecento e di inizio Ottocento nell’ambito filosofico.

E’ proprio Hegel stesso ad intervenire per bocca di Travanut nella Casa della Musica di Cervignano che diventa così un palcoscenico irreale.

E’ capitato qualcosa di enorme nel pensiero filosofico di quegli anni, si trattava di difendere la filosofia” Cosi inizia la sua lezione Hegel”

“La filosofia faceva fatica a risollevarsi e noi tedeschi –Kant, Fichte, Schelling ed io- facemmo una grande battaglia per salvarla. Gli anglosassoni avevano cercato di svuotarla. La filosofia non e’ solo amare la conoscenza ma e’ anche salvaguardare la verità. La filosofia non ha mai rinunciato alla funzione di guidare gli sforzi umani volti a dominare razionalmente la natura e la società. L’uomo a differenza degli altri viventi e’ un essere debole, prima di me, lo diceva anche Platone. L’uomo non e’ solo natura, deve dominare razionalmente la natura e la società. A questo serve la filosofia.

Cartesio apre alla modernità perché ritocca nel fondo la soggettività umana, essere e pensare sono uniti. Andando a conoscere le forze delle cose naturali si devono utilizzare le forze stesse per arrivare al dominio razionale della natura. Ma anche Cartesio ha bisogno dei concetti. Non si puo’ governare senza la conoscenza dei concetti, delle leggi universali, di una verità che si e’ sempre contrapposta alle apparenze.

L’epoca moderna e’ una concorrenza generalizzata. La struttura della comunità razionale puo’ salvaguardare e garantire la vita di ciascuno e soddisfarne i bisogni. Ma avevo compreso che senza la razionalità della comunità non si sarebbe salvaguardato il bisogno di vita di ciascun membro della società. L’urto per uscire dal Medioevo e’ frutto del lavoro di Cartesiano ma la praticità e’ arrivata con la Rivoluzione francese.

La vita delle persone e’ condizionata da meccanismi economici. La nitidezza dell’individualità e’ frutto della visone Cartesiana dove gli individui sono compratori e venditori di beni. Gli inglesi non avevano trovato la comunità razionale e allora siamo stati noi tedeschi a spingere per dare le strutture alla realtà umana. Bisogna rispondere a due domande per costruire la cattedrale dentro cui si conosce Dio -simbolo della comunità razionale-. Abbiamo così costruito l’impalcatura per la società borghese. Gli inglesi, empiristi che non davano garanzie di razionalità alla societa’ sostenevano la non esistenza dei concetti universali, ma al massimo usi e costumi della societa’. Per noi tedeschi e’ impensabile che la società si riduca ad essere la sommatoria di usi e costumi, se fosse cosi non staccarci dal dato di fatto significherebbe essere schiavi del dato di fatto stesso. Per superare il dato di fatto serve la verità che discende dalla ragione.

Secondo Locke le idee generali sono invenzioni dell’intelletto, puri segni convenzionali. Se togliamo le cose del mondo, restano le fantasie. Secondo Hume le idee non sono altro che astrattezza. Per noi tedeschi la verita’ non e’ riducibile alla cosa. La mia ragione coltiva e contiene quella verità senza la quale l’uomo sarebbe destinato al nulla.” Cosi conclude Hegel lasciando la parola a Travanut.

La ragione e’ un termine latino. Con Kant e’ stato messo in luce come la ragione abbia due accezioni quella generale e quella piu’ stretta vista nella Dialettica Trascendentale. Ciascuno adopera il concetto di ragione in modi diversi, e’ soggettivo. La ragione ultima della cosa e’ la qualità della cosa stessa. Allora si crea uno spazio tra la ragione come facoltà umana e la ragione come aspetto più riposto: il logos, la ragione ultima della cosa. La tensione fra le due parti può essere di enorme o poco conto. Il campo dell’esistenza del logos dell’oggetto e della facoltà della ragione ha una comunanza che mai si e’ trovata dopo. Hegel ama il mondo classico greco perché ha visto questa polarità unita.

Quindi Hegel ama quel periodo, dopo il quale l’incantesimo si e’ rotto con la morte di Atene e con l’avvento di Alessandro Magno. Hegel si propone di ricucire le parti che dopo di lui di nuovo si spezzano–Nietzsche, Schopenhauer-. Ma mentre i greci vedevano il logos delle cose immediatamente, Hegel lo vedrà mediatamente con fatica.

Al giorno d’oggi si trova la cosa ultima del mondo attraverso modalità irrazionali, ma manca quello sforzo di arrivare alla cosa ultima del mondo con la ragione, come fece Hegel.

Entreremo nel cuore dell’Heghelismo; giovedi 19 dicembre sara’ un passaggio delicatissimospiega Travanutspero di poter attraversare, senza smarrirmi, lungo il deserto di ghiaccio offerto dal pensatore di Stoccarda

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