ANTONIO DI PIAZZA: “A Palmanova tanta l’apparenza, poca la sostanza”

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Gia’ assessore comunale allo sport, al patrimonio e alla cultura nella giunta Muradore prima e Cressati poi, Antonio Di Piazza e’ oggi uno dei consiglieri comunali d’opposizione più combattivi. Di professione avvocato, Di Piazza non risparmia critiche alla gestione Martines, in un momento politico non certamente dei migliori per il sindaco dem, politicamente ridimensionato dal risultato referendario.

Avvocato, non mancano le critiche da parte sua sull’amministrazione Martines…

L’apparenza, questo volare alto per intendersi, ha portato a perdere di vista la realtà quotidiana del paese. Certamente si può volare su Trieste e Roma ma si dimenticano i reali bisogni di Palmanova. La dimostrazione e’ sotto gli occhi di tutti.

La candidatura Unesco di Palmanova non lo giudica positivamente?

Prendo nuovamente in prestito le parole di Roberto Grandinetti che ha definito l’Unesco ne’ piu’ ne’ meno di un “bollino”. La vera domanda e’ quale sara’ la ricaduta sui cittadini di Palmanova? La ricaduta vera, non la pubblicità.

Verrebbe a mancare, secondo lei, un’importante ricaduta turistica?

Il turismo di Palmanova e’ di tipo “mordi e fuggi”. Mancano le strutture ricettive, se escludiamo una in centro, le altre sono occupate dai richiedenti asilo. Il problema dell’Unesco e’ che ci sono dei costi per rispettare gli obblighi: mantenere i bastioni che ricordo essere un bene dello Stato su cui non c’è una convenzione reale, ma solo un affidamento. Una volta entrati nel circuito Unesco, quindi, ci sono dei costi da sopportare. Se Palmanova entrasse nel circuito Unesco avrebbe un ritorno tale da sopportare questi costi? Per auto mantenere la struttura Unesco?  Se vogliamo apparire, allora qualche bar e ristorante può sicuramente vendere qualche caffe’ in piu’, ma non resta nulla. Questo e’ il mio pensiero, naturalmente.

Quando ritornerà alla normalità la viabilità in Borgo Aquileia?

Dicono entro fine anno. Ma a quale costo? 230.000 euro, di cui 150.000 euro dalla Protezione civile e 80.000 dal comune, per puntellare i muri e creare una copertura provvisoria per la pioggia. Ristrutturare e’ molto oneroso rispetto al nuovo, in questo caso per mantenere un immobile crollato. Se prima aveva un senso mantenerlo ora non trovo più questo senso.

E il commissario serve?

Se c’è un’urgenza servono i soldi e semplici e chiare regole di come spenderli. La quota totale e’ di 5 milioni: tre dalla sovraintendenza e due dalla regione. Ma due milioni sembrano essere bloccati dalla stessa maggioranza del sindaco e gli altri tre milioni sono a disposizione della sovraintendenza. Non e’ chiaro se possono essere usati anche per immobili comunali o solo per beni di proprietà dello stato. Questo e’ il vero tema. In sei anni di amministrazione Martines interventi reali sui beni sono con i fondi arrivati dalla precedente amministrazione

Un altro argomento di grande attualità per Palmanova e’ la presenza di 47 profughi…

I cittadini di Palmanova si chiedono che cosa fanno queste persone in giro per il paese. Le informazioni sono scarse, questo e’ il vero punto. Non si puo’ parlare di integrazione ma di sopportazione, siamo chiari. Se il fatto che qui non e’ accaduto nulla vuol dire integrazione, allora abbiamo una diversa interpretazione della realtà. Comunque sarebbe interessante chiedere ai cittadini di Palmanova cosa ne pensano.

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