REFERENDUM. LE RAGIONI DEL NO di IGOR TRELEANI

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Verso il referendum costituzionale del 4 dicembre: votare Si o No? I pro e i contro alla riforma spiegati dai protagonisti della politica della Bassa friulana. Oggi e’ la volta di Igor Treleani, giovane sindaco di Santa Maria la Longa, sostenitore convinto delle ragioni del NO.

Sindaco Treleani, quattro ragioni per cui votare, secondo lei, No al referendum del 4 dicembre…

NO perché conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, NO perché insieme alla nuova legge elettorale lascia il Paese in mano a una minoranza che si prende tutti i poteri grazie al premio di maggioranza, NO perché creerà ancor più confusione e conflitti nell’iter di approvazione delle leggi e NO perché allontana ancora di più i cittadini dalle istituzioni.

La specialità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ne esce ridotta o rafforzata? 

Dopo i danni in questo senso già fatti dall’attuale governo regionale del PD e dalla Serracchiani, la vittoria del si al referendum darebbe il colpo di grazia alla nostra specialità. È anche per questo che tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia dovrebbero votare NO. Si pensi solo che se passa la riforma il “nuovo” Parlamento anche sulle materie di competenza regionale potrà legiferare e scavalcarci; energia, protezione civile, trasporti e altre materie sulle quali abbiamo sempre mantenuto una certa autonomia potranno subire ingerenze determinanti da un parlamento molto distante dalle necessità ed esigenze espresse dal nostro territorio. Questo ritengo sia un tema centrale per noi del Friuli Venezia Giulia.

La riforma snellisce il procedimento legislativo o no? 

La riforma creerà ancor più confusione nell’iter legislativo anche perchè di fatto il Senato, senza veri poteri, sarà solo un elemento di disturbo che sono convinto non rappresenterà per nulla le istanze delle autonomie locali. Io sono componente del Consiglio delle Autonomie Locali del FVG che è l’organo di coordinamento legislativo tra Regione FVG e autonomie locali regionali; in molti casi questo organo ha preso posizioni che sono state poi nettamente stravolte dalla maggioranza regionale. Se vincesse il Si, il nuovo Senato sarebbe superfluo, senza poteri e quindi era meglio annullarlo completamente. È un falso problema quello di snellire il procedimento legislativo in quanto quando su vuole si fanno le leggi velocemente; lo dimostra il fatto che il Governo Renzi in questi due anni ha “partorito” numerose riforme legislative, anche se dai contenuti disastrosi e criticabili, senza alcun intoppo.

Essendo stato previsto il ballottaggio ed essendo escluse le coalizioni, vincerà il migliore?  

Se penso che con il 20-25% dei voti al ballottaggio una lista potrebbe ottenere il premio di maggioranza e di conseguenza la maggioranza dei seggi le dico di no, non vincerebbe il migliore. Ad aggravare la situazione si aggiunga il fatto che si troverebbe a controllare tutti i poteri più rappresentativi dello Stato. Insomma a guardarla in profondità questa riforma costituzionale unita all’Italicum è degna di essere paragonata al “Piano di Rinascita Democratica” di stampo piduista immaginato da Gelli dove, oltre all’eliminazione delle Province si ipotizzava la riorganizzazione dei poteri dello Stato in modo da allontanare il più possibile il cittadino dalle istituzioni e poterlo così controllare senza grossi problemi. Da sindaco che ha un rapporto quotidiano e diretto con i cittadini non posso che essere in netto disaccordo con questa impostazione.

Un’ipotetica vittoria del No dovrebbe incidere, a suo parere, sulla vita del governo?

Questo è un Governo che non è eletto dai cittadini e quindi per me nemmeno doveva esistere. Detto questo sarà un test importante e anche se non decisivo, avrà sicuramente conseguenze sull’assetto dell’establishment che ruota attorno a Renzi. In tal senso una vittoria del NO, aprirebbe “pertugi” romani all’interno dei quali la nostra Presidente Serracchiani, per nulla amata in terra regionale, si ficcherebbe molto volentieri…

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