SAN GIORGIO DI NOGARO RACCONTATO DA NADIA CARGNELUTTI

Per conoscere il tessuto sociale di un paese bisogna viverci, lavorarci e stare in mezzo alla gente. Nadia Cargnelutti è conosciutissima a San Giorgio di Nogaro per aver gestito nel corso degli anni i locali più gettonanti del paese. Mamma, imprenditrice con una parentesi da dipendente, ha sempre un sorriso per tutti e non si è persa d’animo nei momenti più difficili. Sempre combattiva, Nadia è il vero esempio di sangiorgina doc.

Nadia, la sua storia imprenditoriale fotografa gli ultimi decenni di San Giorgio…

Inizio nel 1985, giovanissima, a gestire il Dopolavoro Ferroviario, fino al 1988. Erano tempi d’oro, il lavoro non mancava di certo, si faticava ma si guadagnava.

Nessuno si può dimenticare il Dopolavoro Ferroviario…

Ritrovo di appassionati di carte, biliardo, bocce. Per famiglie e non solo. Si organizzavano feste dai Carnevali agli ultimi dell’anno. Facevamo anche mensa, ma principalmente era un posto di aggregazione. Le famiglie passavano più tempo al dopolavoro che a casa.

Un altro storico locale è stato il Trucadero, dove ora c’è l’edificio Liberty di Villa Dora…

Era il 1989 e il locale si chiamava Buon Bicchiere poi diventato Trucadero. Un centro di aggregazione per tutte le età. Anche qui lunghe partite a briscola e tre sette e l’immancabile biliardo… La sera avevamo aperto fino all’una di notte, nessuno si lamentava. Mi ricordo che dal marciapiede fino al muretto della Chiesa era tutt’uno di gente. Tutta un’altra vita.

Sei diventata mamma in quegli anni…

Sì certo, ho finto di lavorare la sera e la mattina ero mamma. Ho bellissimi ricordi, si lavorava duro e ci si divertiva moltissimo. C’erano compagnie di diverse età che interagivano fra di loro, adesso questo non si vede più.

Come sono cambiate le abitudini?

Innanzitutto la parola compagnia fa parte della storia, si è tutti più individualisti. Per quanto riguarda i tipi di gioco sono saltate le carte e il biliardo. C’è stato il periodo fortunato delle macchinette, ma ora ce ne sono talmente tante… Sono cambiate le abitudini, si interagisce con il proprio cellulare principalmente.

Poi una lunga parentesi da dipendente…

Nel 1997 cambio radicalmente lavoro e vado in fabbrica fino al 2010, ma nelle giornate libere mantengo la mia passione di lavorare nei locali. Mi piace moltissimo stare in mezzo alla gente, scambiare quattro chiacchiere. E’ una vita che amo.

Sente la crisi quando è in fabbrica?

Si moltissimo. Infatti ricomincio con il precariato e qualche stagione estiva. I tempi sono cambiati. Fino al 2014 quando inizio a dare una mano al mio compagno Ferruccio in Salagiochi in via Università Castrense sempre a San Giorgio di Nogaro.

Sente la differenza rispetto a quindici anni fa?

Assolutamente, c’è meno lavoro e la mentalità è cambiata totalmente, non è solo una questione di soldi.

La sera la gente esce?

Nell’ultimo anno un po’ meno, si salvano i weekend, magari i giorni infrasettimanali quando ci sono le partite…

San Giorgio sta diventando un dormitorio come dice qualcuno?

Eccome! Non sembra ci sia nulla che possa cambiare questa tendenza purtroppo…

A dicembre il Messaggero Veneto ha raccontato la vostra brutta esperienza. Avete dovuto chiudere il locale per schiamazzi e quindi non avete potuto lavorare…

Sono molto dispiaciuta di quanto è accaduto e sta accadendo in un periodo della mia vita difficile. Il mio compagno Ferruccio ha subito un trapianto di midollo lo scorso anno e la chiusura del locale è stato un colpo durissimo, non solo in termini economici ma di spirito.

Nadia lei non ha perso grinta?

La vita insegna che ci sono cose più importanti, sono una persona che ama vivere in pace e questa situazione, ripeto mi dispiace. Vorrei lavorare in armonia, la mia attività mi piace e cerco di portare ancora un contributo al paese.

Ci mancherebbe, è giovane e San Giorgio ha bisogno della sua energia. Lei e il suo compagno avete avuto la solidarietà dei sangiorgini?

Il paese si è stretto intorno a noi, con una solidarietà meravigliosa. Questo è stato il regalo più grande.

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