SAN GIORGIO al voto. Intervista al candidato sindaco ROBERTO MATTIUSSI

Roberto Mattiussi, di professione geometra, classe 1952, e’ il primo candidato allo scranno di primo cittadino di San Giorgio di Nogaro in vista delle elezioni che si terranno fra pochi mesi. Mattiussi con una mossa a sorpresa, aveva sciolto le riserve già a maggio, sollecitato da un gruppo di amici. Il suo intento e’ quello di essere punto di riferimento per diverse anime, soprattutto di quelle non provenienti dal mondo della politica, che non si riconoscono nell’attuale maggioranza di centrosinistra al governo del paese da 15 anni. Un’idea politica che ancora si conosce solo parzialmente, ma che ha già fatto parlare il paese per la partecipazione del dott. Leonardo Buta’. La proposta, inevitabilmente, diventa quella di cambiare rotta politica e di persone, di un rinnovamento che passerebbe, però, attraverso un’esperienza anagrafica. Mattiussi oggi ci svela solo in parte il suo programma elettorale, che non comprende l’adesione al progetto Sprar –sistema di protezione dei richiedenti asilo-.

Roberto, la sua storia politica in breve…

In brevissimo. Dal 1977 al 1985 ho fatto parte del direttivo del Psi ma senza mai ricoprire incarichi istituzionali per una scelta di opportunità dettata dalla professione di geometra a cui ho deciso di dedicarmi. Ho conosciuto la macchina amministrativa attraverso gli incarichi pubblici, per esempio sono stato per ben 35 anni tecnico comunale incaricato nel comune di Visco dove ho avuto la fortuna di conoscere il prof. Luciano Andrian che e’ stato sindaco per diversi anni.

Ha fatto amministrazione indirettamente…

Non solo, la mia professione mi ha permesso di conoscere il territorio, le difficoltà della burocrazia, i problemi e le priorità della gente, oltre a quelli di chi amministra un ente.

Adesso qualcosa e’ cambiato e ha deciso di fare il salto…

Sono in pensione e piano piano sto lasciando l’attività ai miei collaboratori. Da circa un anno un gruppo di amici tra cui Antonio Mammarella, il dott. Leonardo Buta’ e Tiziana Mores solo per citarne qualcuno, mi ha sollecitato vivacemente per candidare come sindaco e creare una civica dove anche persone fuori dalla politica possano confrontarsi e impegnarsi per il territorio.

In molti sono curiosi di sapere se il dott. Leonardo Buta’ parteciperà attivamente al progetto o rimarrà solo supporter…

Certo parteciperà attivamente, sull’aspetto sociale e assistenziale ha in mente importanti progetti che ancora non anticipo, magari lo farà lui. L’amico Antonio Mammarella invece si dedicherà a fare il ‘segretario di sezione’, a tirare un po’ le file del gruppo di lavoro.

Quali sono i suoi obiettivi?

Primo fra tutti portare la gente a votare, non mi piace un sindaco che amministra con il supporto del 20% della popolazione come avviene ultimamente in diversi comuni. Il secondo obiettivo e’ ricreare un contatto diretto d’informazione con il cittadino che necessita di essere informato, cosa che ritengo che negli ultimi anni sia mancata. Che cosa e’ accaduto all’Ausa Corno? Perche’ Torviscosa ha scelto di aderire a un’Uti diversa da quella di San Giorgio? Vorrei informare anche su argomenti delicati.

E’ ancora presto per svelare il programma, ma almeno alcuni cenni…

San Giorgio ha ancora la dimensione di un paese, di una comunità, ripeto le persone hanno bisogno di un contatto diretto con chi le amministra. San Giorgio con la zona industriale e’ comunque strategica nelle politiche regionali, è chiaro come esistano scelte su cui il comune non decide direttamente ma di cui un sindaco si deve fare portavoce, scelte sovracomunali che ancor prima degli anni ’70 tengono banco, come l’accesso per l’Aussa Corno a cui recentemente si sono aggiunti i problemi della ss 14 a seguito dei lavori sulla Terza Corsia. C’è una ferrovia che attraversa il paese dove transitano anche merci pericolose dirette in zona industriale. Problemi su cui il comune non ha competenza, ma che un sindaco si deve adoperare in ogni sede per risolvere.

Parliamo di qualche problema su cui invece un Sindaco può intervenire. Per esempio il famoso muro dello stadio in Via Palladio che sta diventando pericoloso…

Partiamo dal fatto che punto su un piano regolatore dinamico. Il comune deve poter intervenire con gli espropri agevolando l’impresario e questo e’ un argomento che intendo portare avanti. Per quanto riguarda il muro, visto anche il problema di pericolosità oltre che di estetica, e’ chiaro che non potrà rimanere. Il muro dà un senso di abbandono in pieno centro del paese. Esiste un concorso di idee fermo sulla piazza che può essere ripreso in mano. Senza dimenticare la fontana.

La fontana in piazza?

Esattamente. Può una fontana essere chiamata tale senza acqua? Bisogna rivedere l’opera perché così com’è non ha senso: e’ necessario valorizzarla. Un’altra criticità è il parcheggio dei camion a Nogaro, un servizio importantissimo su cui si e’ fatto ben poco, mancano perfino i servizi. Allora o si rende un servizio dignitoso o si deve spostarlo.

Un settore trainante e’ quello nautico…

E’ un settore in crescita, importantissimo per il nostro territorio, con delle darsene che creano un importante indotto, senza dimenticare le darsene sportive che hanno diversi problemi burocratici da risolvere.

Intende aderire allo Sprar –Sistema di protezione dei richiedenti asilo-?

Su un argomento così delicato come la scelta di aderire a un progetto per ospitare richiedenti asilo in paese credo si debba ascoltare la cittadinanza prima di qualsiasi scelta. Personalmente ritengo che il problema debba essere gestito dall’alto e non certo da un comune che fa difficoltà nella gestione dell’ordinario, figurarsi dello straordinario.

I suoi avversari politici non hanno ancora ufficializzato il nome del loro candidato. Chi preferirebbe?

(Ride) Non ci sono avversari, siamo in un paese dove tutti ci conosciamo. Per il bene della comunità spero cha i candidati siano due, tre al massimo. Sarebbe ridicolo fossero cinque, sei proprio perché si avrebbe una maggioranza senza un consenso importante e una minoranza frastagliata.

Lei e’ nuovo della politica, ma non giovanissimo all’anagrafe. Sarà uno svantaggio o un vantaggio in chiave elettorale?

Quando si parla di rinnovamento si intende politico e credo che il mio progetto possa dare una svolta al paese dopo tanti anni di una certa linea politica fatta dalle stesse persone. L’età sono convinto non sia uno svantaggio, anzi.

 

 

 

 

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