PROFUGHI a CERVIGNANO. Confusione sui numeri. Diminutto sulla sicurezza: “Ridotto da 14 a 9 il pronto intervento dei CC”

E’ confusione sulla quota di profughi che Cervignano dovrebbe ospitare. 51 secondo l’accordo Anci di cui parla il Messaggero Veneto oggi a piena pagina, 2,5 X 1.000 per il nuovo piano distribuzione, una “ventina” come ribadito ieri sera in Consiglio Comunale da Savino. Ritorna a galla il famoso accordo Anci di cui si e’ sempre preferito non parlare oggi sul Messaggero Veneto in un articolo a firma di Elisa Michelut: “Accordo Anci-Governo: a Cervignano 51 profughi. Il sindaco Savino minimizza: Bisogna ragionare nella quota totale prevista per l’Uti. Ma l’opposizione chiede piu’ sicurezza: i carabinieri hanno ridotto le ore di intervento.” Anche il Comitato ha chiesto al Sindaco riguardo alla quota di 2,5 X1.000 -che non fa certo 20- se il rimanente numero di profughi il prefetto puo’ mandarli quando vuole. Savino minimizza su come sia necessario ragionare in termini di Uti che, ahi lui, esistono solo in FVG e quindi e’ piu’ logico ragionare in ottica comune. Ieri sera, un consiglio comunale distante anni luce dalle preoccupazioni dei cittadini, piu’ preoccupato della forma che della sostanza, non ha risposto a nessuna domanda (la quota spettante, le location…), perche’ il progetto non e’ stato scritto. La consigliera Marika Diminutto ha dato voce alle preoccupazioni dei cittadini legati alla sicurezza “Stando agli ultimi dati certi acquisiti dalla voce dei cittadini ed in loco presso il Comando Stazione CC di Cervignano del Friuli (vedasi foto) quest’ultimo ha variato l’orario di pronto intervento e presenza qualificata da 08:00/22:00 a 09:00/13:00 14:00/17:00 quindi riducendolo da 14 a 9 ore. In una logica di tagli e mancato ripianamento del personale dell’Arma dei carabinieri, non certo voluti da quest’ultima ma bensì subiti dalle politiche sbagliate in materia di sicurezza di questo Governo, sarà certamente difficile fronteggiare una così importante e sottovalutata emergenza. Per farla breve qualora” si chiede la Diminutto “questi richiedenti asilo dovessero creare ogni sorta di problema a chi dovrà rivolgersi il cittadino se chi è destinato a proteggerlo non potrà essere messo nelle condizioni migliori per farlo?” In calce trovate l’articolo di oggi con l’intervento della Consigliera Diminutto.

 

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