SUL TROI DI AQUILEE DI CHRISTIAN ROMANINI

Giornalista e collaboratore di Glesie Furlane (www.glesiefurlane.org) e La Patrie dal Friûl (www.lapatriedalfriul.org), Christian Romanini, che da anni si occupa di lingua e identità friulana, e’ una voce molto attiva nel mondo friulanista. Il libro “Sul Troi di Aquilee” edito da Glesie Furlane, interamente in lingua friulana, dedicato al figlio Lorenzo, segna l’esordio letterario di Romanini a dieci anni dalla creazione del Cammino Celeste (www.camminoceleste.eu), uno dei cammini regionali più importanti.

Romanini, quando nasce l’idea di questo libro?

Dopo il viaggio nell’estate del 2014, quando da Barbana, passando per Aquileia, Ajello del Friuli, Cormons, sono arrivato a Castelmonte, completando 70 dei 200 Km previsti dal Cammino Celeste.

Cos’è il Cammino Celeste?

Il Cammino Celeste è un pellegrinaggio di circa 200 km che parte dall’isola di Barbana per giungere al Monte Lussari al confine con Austria e Slovenia. Proprio nel 2016, anno nazionale dei cammini, ricorrono i dieci anni del Cammino Celeste, idea che nasce nel 2006 dall’Associazione Iter Aquileiese.

Un’associazione molto importante per il territorio…

Infatti il mio vuole essere un umile contributo al decennale del Cammino Celeste, un modo per promuovere e far conoscere il territorio attraverso descrizioni, immagini ed emozioni.

Il libro è dedicato a Suo figlio Lorenzo…

Nel libro, scritto in prima persona, mi rivolgo a mio figlio Lorenzo che oggi ha tre anni e che, idealmente, mi ha accompagnato nel viaggio durato quattro giorni. “Sul Troi di Aquilee” è una testimonianza affinché crescendo, inizi fin da subito a farsi delle domande sulla sua terra. Un Friuli che sta cambiando e che, inevitabilmente, è diverso dalla terra che ho conosciuto nella mia infanzia. Il libro è un diario di viaggio per fargli conoscere la friulanità e le radici della nostra terra.

Perché ha usato la lingua friulana?

Perché è la lingua di mio figlio.

Il viaggio parte da Barbana…

È la porta sul mare, l’inizio del cammino…

Tappa fondamentale nella bassa è Aquileia

Il cuore del Friuli, un centro che forse gli stessi friulani non conoscono approfonditamente. È la capitale del Friuli che meriterebbe una maggiore consapevolezza. Uso il Mosaico della Basilica proprio come simbolo in questo senso. In quanti sanno che è il più grande mosaico al mondo ad aula unica? Era usato come libro di catechismo per spiegare le Sacre Scritture. Intrinseco il valore della diversità, un messaggio che spero arrivi forte a mio figlio Lorenzo.

Il Mosaico, quindi, diventa simbolo di diversità?

… e della sua importanza. Nessuna tessera del mosaico è uguale e, se così fosse, il mosaico perderebbe il suo fascino diventando monotono. Allo stesso modo ogni popolo è importante: grande o piccolo è un concetto relativo. Il particolare ha valore perché universale. Mi piace anche ricordare a mio figlio la radice alessandrina della Croce di Aquileia, un legame con La Chiave della Vita egiziana che porta Aquileia ad essere concepita in una lettura mediterranea, ben più ampia.

Una riflessione sulla lingua friulana. Come sta di salute?

Le persone che parlano il friulano, purtroppo, sono sempre meno. La nota positiva è che c’è una maggiore sensibilità sul valore del friulano e un minore pregiudizio rispetto al passato.

Il friulano a scuola fa ancora discutere…

Vivere, crescere in un ambiente plurilingue dà una marcia in più, più stimoli riceve la mente di un bambino meglio è… I bambini che crescono ascoltando e parlando più lingue sviluppano capacità cognitive diverse e maggiori.

Quindi alla domanda: meglio insegnare l’inglese che il friulano… Cosa risponde Romanini?

Rispondo con una battuta: parlando il friulano impari più facilmente l’inglese… perché la tua mente è già abituata a passare da una lingua all’altra. C’è una maggiore elasticità acquisita.

Domani giovedì 31 marzo appuntamento da non perdere per la presentazione del suo libro…

Domani 31 marzo il libro verrà presentato alla Libreria Odòs (www.odos.it) a Udine alle 18 con la presenza dall’amico giornalista Alessandro di Giusto.

Il libro si puo’ richedere anche direttamente scrivendo a info@glesiefurlane.org

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