BICINICCO. La replica di Giovanni Bossi alla CRI: “L’incontro era per un immobile FUORI dal Comune”

La replica del dimissionario Sindaco di Bicinicco Giovanni Bossi non si fa attendere di fronte alle affermazioni della CRI oggi sui giornali. Segnaliamo inoltre i molti, anzi moltissimi commenti e messaggi scritti in queste ore a sostegno dell’azione del Sindaco e della sua persona.

Replicando alle affermazioni della CRI rammento che l’incontro organizzato dal sottoscritto era per uno specifico immobile situato fuori dal Comune di Bicinicco come da impegno preso con i miei cittadini.  Diversamente, se davvero ci fosse stato il mio consenso,” spiega Bossi  “non si spiegherebbero né  la richiesta di un mio parere,  tanto meno le mie dimissioni.  Il motivo delle mie dimissioni è chiaro.  Mi limito in questa sede ad esortare i cittadini a chiedersi:

1. Perché Bicinicco da 15 mesi ospita 14 profughi quando per legge dovrebbe ospitarne massimo 8;

2. Perché il prefetto minaccia di obbligare i comuni ad ospitare i profughi, ma oggi come ieri é sempre a Bicinicco che si chiede il sacrificio;

3. Come mai più della metà dei comuni di FVG non ha ancora profughi;

4. Come mai a Bicinicco al privato che accoglie non è stata chiesta per 15 mesi l’agibilità degli immobili e la conformità degli impianti.  Il resto è solo fango contro uno dei pochi sindaci o forse l’unico in regione che ha chiaramente deciso da che parte stare”

Per dovere di cronaca, il dimissionario Sindaco Bossi in risposta a un’interrogazione del 3 agosto 2017 (Prot. n. 4953) scriveva: “…il Sindaco si e’ reso promotore di un incontro tra C.R.I. e un privato concittadino di Bicinicco, proprietario di un immobile sito in altro Comune…”

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