PROFUGHI. Alcuni cittadini considerano il REFERENDUM uno strumento utile per dar voce al terrritorio

Alcuni lettori in seguito all’annuncio del Presidente dell’Uti Gianluigi Savino sulla volonta’ di aderire al progetto Sprar –Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati- hanno segnalato come esista anche la possibilita’ di ricorrere al referendum popolare per dar voce al territorio.

Abbiamo contattato sull’argomento il gia’ sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, che a fine 2014 aveva perseguito proprio questa via “pensando di dare la possibilita’ ai suoi cittadini di esprimere il loro pensiero”. Ovviamente il caso di Tarviso e’ ben diverso dal nostro, ma significativo della volonta’ di un sindaco di coinvolgere i cittadini. Pur consapevole che la scelta era di competenza dello Stato, alla fine il Sindaco ha deliberato in giunta la raccolta firme, in quanto i tempi, nel caso specifico, per indire un referendum popolare non c’erano.  La raccolta firme non vincola il prefetto o chi per lui a mandarli, certo pero’, come nel caso di Tarvisio, lo fa desistere perlomeno nel volere un Cara. Infatti a Tarvisio non e’ stato fatto.

Questo un esempio in regione, ma se ci spostiamo a Treviso Bresciano un paesino di 550 anime troviamo un sindaco che a marzo di quest’anno ha deciso di indire proprio un referendum popolare sull’accoglienza di fronte alla richiesta della Prefettura bresciana di aderire al sistema Sprar per dare la possibilita’ al territorio di dire la sua. Per la cronaca hanno vinto i no 68 contro 46. Per leggere la fonte clicca QUI

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