LA GIUNTA: i dubbi di SAVINO e le certezze di TRAVANUT

(SATIRA) Non sono giorni easy per Gianluigi Savino che, non e’ un segreto, predilige di gran lunga l’armonia al contraddittorio. Nonostante la percentuale con cui ha vinto, gli umori della squadra prendono il sopravvento e mostrano la sua vera debolezza: lui, in fondo, vorrebbe vedere tutti felici.

Pietro Paviotti, galvanizzato dal risultato, ha compreso questa debolezza da tempo e accetterebbe gli equilibri di partenza (l’assessorato per Federica Maule), evitando un braccio di ferro per far Maule vicesindaco. Si accende di fatto il disco verde per una Marina Buda 2.0 vicesindaco.

I dem, che rivendicano tre assessorati per bocca del Segretario di Circolo Mario Carnino, consumerebbero una lotta al loro interno sul terzo nome tra Marco Cogato, assessore uscente, e Nicola Bergantin al secondo giro sui banchi del Consiglio. Assessorato certo, raccontano i soliti ben informati, anche per Andrea Zampar.

Sono due i crucci, ahinoi, che però fanno dormire male il Sindaco. Il primo si chiama Giancarlo Candotto, da molti soprannominato il Sindaco di Strassoldo per il consenso che riesce a raccogliere nel borgo. Una marea le preferenze “Annacquate dalla doppia preferenza” sottolinea Candotto a chi lo conosce bene, “se la preferenza fosse rimasta unica avrei avuto con molta probabilità il miglior risultato di lista”. Nella passata tornata elettorale Candotto aveva fatto un passo indietro per spirito di servizio e rispetto di Savino. Ma la musica, si sa, cambia ritmo. Gli indipendenti hanno avuto un gran risultato e meritano un assessorato, cosi si dice nella roccaforte Strassoldina di Candotto. Al posto di chi? Difficilmente la sinistra, compatta piu’ che mai su Alessia Zambon e Loris Petenel, si farebbe sottrarre un assessorato, piu’ facile puntare sul Partito Democratico. Oggi, fra l’altro, ci raccontano, sia in calendario un importante direttivo. Cosi Savino si ritrova a dover sciogliere un nodo gia’ prevedibile prima delle elezioni, e tutti sanno che, con il vento che tira, difficilmente i prossimi mesi si troverebbero compensazioni politiche per chi resta fuori dai giochi.

Il secondo cruccio del Sindaco e’ il malcontento di alcuni esclusi dal consiglio comunale. Questo e’ un sentiero insidioso che ancora non imbocchiamo per non togliergli il gusto della sorpresa.

Dulcis in fundo rimane il deus ex macchina Cervignanese dell’ultimo quarto di secolo: Mauro Travanut che qualche giorno fa aveva preannunciato: ”Gli equilibri politici verranno rispettati”. Altrimenti? Provate a chiederglielo…

 

 

 

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