FUSIONE TERZO-AQUILEIA. Il rebus del nome e della sede del municipio

E’ calato il silenzio sulla fusione fra i comuni di Terzo e Aquileia, dopo i buoni propositi dei due sindaci sul Messaggero Veneto (articolo in calce): “ Passa attraverso il coinvolgimento del più alto numero di soggetti possibili e sul rispetto delle volontà delle singole comunità il percorso che le amministrazioni comunali di Aquileia e Terzo di Aquileia hanno deciso di fare per arrivare al referendum sulla fusione”. Belle parole di Tibald e Spanghero a seguito della conferenza aperta ai consiglieri comunali e gestita –sempre secondo l’articolo del Messaggero Veneto- dai tecnici di ComPa Fvg un’associazione no profit costituita il 21 dicembre 2015 il cui presidente e’ il -sempre piu’ potente- sindaco di Cervignano Gianluigi Savino, come si puo’ leggere sul sito (clicca QUI)

 Entro il 18 aprile i due consigli comunali di Terzo e di Aquileia dovrebbero quindi decidere denominazione e location del nuovo ente che potrebbe nascere dalla fusione. Giunti a fine marzo qualche maligno ipotizza che tutto sia stato gia’ deciso nei soliti palazzi e che difficilmente il nuovo ente, se mai ci sara’, non si chiamerà Aquileia visto la storia, gli interessi e quant’altro si voglia, lasciando Terzo senza il suo campanile e magari con il contentino della sede –quella principale?-

Naturalmente chi governa ha tutti i numeri per decidere in autonomia, resta da capire se con l’avvallo delle minoranze o meno, ma certamente non con l’assenso di tutti i politici di spicco del territorio.

Per chi avesse tempo e voglia, sul sito ufficiale della Regione Fvg sempre ben fornito di ottimi consigli puo’ leggere riguardo al tema fusione: “La denominazione del nuovo comune deve essere indicata gia’ all’atto della presentazione dell’iniziativa. Sono quindi i soggetti che innescano il processo a scegliere i nomi del nuovo Comune. Nulla vieta che i comuni coinvolti possano organizzare forme di consultazione popolare, secondo le previsioni statutarie o anche informalmente, per coinvolgere i cittadini nella scelta della denominazione

L’ultima parola spetterà comunque ai cittadini di Terzo e Aquileia in sede referendaria, ma qualcuno gia’ sorride e, nemmeno tanto velatamente, scommette su un clamoroso autogol della politica locale. 

 

 

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