CERVIGNANO. Dem verso il congresso. Dall’addio di Travanut ai pensieri di Del Frate

Si terra’ mercoledì 22 marzo alle 20.30 nella sede del Partito Democratico di Cervignano il momento di confronto riservato agli iscritti dem sulla mozione congressuale di Andrea Orlando. Relatori la consigliera provinciale Daniela Corso -ma non era Renziana?- e l’assessore regionale all’agricoltura Cristiano Shaurli (volantino in calce).

“Unire l’Italia, unire il Pd” recita il volantino. Non si arresta la deriva Orlando nella Bassa che sta contagiando i circoli piu’ importanti da quello di Cervignano a quello di San Giorgio, in cui e’ iscritta la consigliera Corso. Soprattutto riflettori puntati su Cervignano al voto fra qualche mese. I dem orfani del consigliere regionale Mauro Travanut, difficilmente potranno contare sull’altro consigliere regionale dei Cittadini, Pietro Paviotti, che ha poche probabilita’ di essere sganciato dal presidente del movimento Bruno Malattia per tentare una piu’ agevole corsa alle regionali targata Pd. Senza nomi di spicco soprattutto fra i Renziani, a Cervignano qualcuno azzarda una mossa a sorpresa del sindaco Gianluigi Savino –dopo l’11 giugno s’intende-: indossare la casacca dem così da diventare punto di riferimento della governante in una zona strategica per la regione.

A San Giorgio la situazione e’ resa ben piu’ complicata dall’esuberanza politica del sindaco Pietro Del Frate che, almeno fino ad oggi, non si e’ dichiarato a favore di alcuna mozione. Del resto del Frate e’ impegnato su temi ben piu’ importanti per il territorio. Basti pensare all’intervista rilasciata a Telefriuli sull’accoglienza dei profughi. Solitamente cauto quanto restio a interviste, Del Frate ha sorpreso il Pd, forse anche la presidente Serracchiani, con un articolo apparso sul Friuli in questi giorni (per leggere l’intero articolo clicca QUI). Argomento Uti. Ecco il suo virgolettato: “Su dodici Comuni, soltanto Rivignano Teor è fuori. Tra noi sindaci c’è collaborazione. Certo è che le Uti sono uno strumento utile per governare la complessità degli enti locali, ma la legge ha dato poco tempo per seguire il processo, così i Comuni sono in difficoltà, soprattutto nella gestione del personale. Il comparto unico avrebbe dovuto facilitare i processi. Non è stato così, quindi il legislatore regionale dovrebbe farsi un esame di coscienza. E non sto parlando solo di Panontin. Anche perché tra poco ci saranno le regionali e se ne vedranno delle belle”. E se lo dice Del Frate, come dubitarne…

 

 

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