LO STRAPPO NEL PD. TRAVANUT: “Penso alle dinamiche regionali, alle ricadute a livello locale penserò successivamente… A Cervignano? Sosterrò Gigi”

Una settimana politica intensa. Dalla decisione di Grado di entrare nell’Uti Agro Aquileiese alla decisione di Mauro Travanut, per due volte –e mezza- sindaco di Cervignano e per tre volte consigliere regionale, di lasciare il Partito democratico. Decisione che verrà formalizzata lunedì. Cosi mentre il centrosinistra Cervignanese, capoluogo Uti, conta su tre esponenti di spicco: Pietro Paviotti, Gianluigi Savino e Mauro Travanut, il Partito democratico si ritrova d’un tratto orfano di punti di riferimento in un bacino elettorale fra i piu’ importante della regione. Almeno ad oggi. Mauro Travanut rimane comunque in queste terre un leader anche senza il Partito Democratico, tanto da rimescolare le carte ulteriormente in vista del 2018. Chi da queste parti credeva -o sperava- in un fine carriera politico del filosofo di Terzo dovra’ ricredersi, cosi come chi gia’ contava su un appoggio elettorale di Travanut per le regionali 2018.

Consigliere Travanut, Grado ha scelto di entrare nell’Uti Agro Aquileiese…

Come spesso accade quando si delineano i confini del territorio viene dimenticata la storia. E’ evidente che fra Grado e Aquileia c’è una connessione maggiore che fra Grado e Monfalcone. Questa e’ la storia, anche se e’ ben vero che prima che ci fosse una congiunzione stradale c’erano le barche come mezzo di collegamento. Se comunque i Sindaci da ambo le parti ritengono sia utile il passaggio, senza fare sgarbi, i cambiamenti sono utili. La coralità e’ indispensabile. Attenzione agli strappi, chi acquista deve essere contento, senza recar sgarbo ad altri.

Gli equilibri politici all’interno dell’Uti Agro Aquileiese stanno cambiando?

No, non cambia nulla.

La leadership all’interno dell’Uti di Cervignano, comune di centrosinistra, ma non targato piu’ Pd, puo’ essere rivendicata da altri soggetti?

E per quale motivo… Non si deve mai entrare in una dinamica di partito, ma solo di territorio. Semmai c’e’ un potenziamento ulteriore di chi sta nel centro.

Da diverse settimane a San Giorgio di Nogaro si rincorrono voci di un’intenzione del sindaco Pietro Del Frate di passare dall’Uti Riviera a quello Agro Aquileiese…

Agli occhi di chiunque il sistema purtroppo risulta gracile, le difficoltà si sono mostrate in piu’ parti. E’ un dato reale. Per fare una metafora possiamo parlare di una partoriente, che pur avendo partorito nel 2014, e’ ancora sofferente e il risultato e’ connotato da alcune fragilita’. I confini delle istituzioni sono gli elementi principali della politica. E’ evidente che quando ci sono movimenti in atto significa che non si e’ studiato dettagliatamente una volontà chiara. Per chi indaga il fenomeno, non puo’ tacere su questa fragilita’. Dopo di che ci sono le architetture del potere, ma quelle ci saranno sempre. Ritornando alla domanda se altri soggetti possano rivendicare la leadership, gli appetiti dei singoli possono essere sempre allerta. I piccoli soggetti che ambiscono mostrano la loro dimensione di appetito, ma non illuminano il mondo con la loro capacita’.

Da lunedì non fara’ piu’ parte del Partito Democratico. Quali le ricadute politiche sul territorio?

Adesso penso alle dinamiche regionali, alle ricadute a livello locale penserò successivamente, la mia contentezza e’ nel riconoscimento delle diversità politiche entro un quadro di maggioranza.

Quindi rinnova il suo sostegno a Gianluigi Savino in vista delle comunali di Cervignano?

Chiaro. Nel caso in cui nell’esecutivo Cervignanese fossero presenti tutte le anime dei partiti che sostengano Gigi, non posso essere che contento.

E a Cervignano chi seguira’ Mauro Travanut nella nuova avventura politica?

Non lo so. Sto lavorando a livello regionale, ripeto. Nel momento in cui ci sara’ un’architettura di sviluppo di un nuovo partito allora potro’ rispondere.

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