TERZA CORSIA. IL COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE SCRIVE ALLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI.

Infrazione delle Norme Europee in materia di ambiente, salute, di accesso all’informazione ambientale e di partecipazione del pubblico. Realizzazione della Terza Corsia e delle opere connesse relative all’Autostrada A4 Venezia-Trieste. Porpetto e Comuni limitrofi (UD)” Questo l’oggetto del documento inviato da Aldevis Tibaldi referente del “Comitato per la Vita del Friuli Rurale” alla Commissione per le petizioni.

Aldevis Tibaldi, referente del Comitato per la Vita del Friuli Rurale, “intende contestare i  presupposti e le modalità realizzative dell’ampliamento a terza corsia dell’Autostrada A4 Venezia-Trieste con le opere connesse e con ciò sulla mancata informazione ambientale, ovvero la mancata partecipazione del pubblico ai processi decisionali di attenuazione dell’impatto ambientale, al controllo in corso d’opera delle alterazioni ambientali e delle conseguenze sulla salute pubblica che ne deriveranno nel corso dei lavori e a seguito dei medesimi.”

“A seguito all’assemblea pubblica indetta dalla Pubblica Amministrazione di Porpetto il 31 gennaio 2017 per fornire una sommaria descrizione dei lavori” spiega Tibaldi nel documento” peraltro già iniziati senza aver nemmeno attuato il piano particellare degli espropri” vengono evidenziati i seguenti punti (che proponiamo integralmente):

“1. Il mancato rispetto delle regole sancite dall’accordo di Aarhus, ovvero della  Decisione2005/370/CE, alias Direttiva 2003/4/CE, circa l’accesso dei cittadini alle informazioni ambientali e alla partecipazione attiva.

2. Una occupazione di suolo fertile e naturale esorbitante e ingiustificato che deriva dalla triplicazione della attuale fascia territoriale interclusa dalla recinzione autostradale, quando l’aggiunta di due corsie supplementari non supera i sei metri di larghezza. Ciò in difformità degli orientamenti comunitari e norme nazionali. 

3.Il conseguente mancato recepimento della “Direttiva 92/43/CEE relativa alla Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”, comunemente denominata Direttiva Habitat e della Direttiva 79/409/CEE, comunemente conosciuta come Direttiva Uccelli, avvenuto in Italia attraverso il DPR 357/1997 (modificato ed integrato dal DPR 120/2003),mentre a livello regionale la materia è disciplinata dalle leggi regionali 17/2006, 14/2007 e 7/2008.

4. Come dalla triplicazione della attuale occupazione autostradale e dalla istallazione di barriere fonoassorbenti di altezza che oscilla fra i 3,5 e i 5,0 m risulta infatti definitivamente pregiudicata la comunicazione della flora e della fauna fra la media Pianura Friulana e la Bassa Pianura per l’assoluta inadeguatezza dei corridoi floro-faunistici, tanto più in considerazione dell’intervenuto abbattimento delle essenze arboree esistenti ai margini dell’autostrada nonostante il tempo della nidificazione.

5. Come dalle inevase domande sia apparsa altresì evidente la sottovalutazione delle modifiche irreversibili e interferenze sul sistema ambientale esistente, ovvero il SIC “Paludi di Porpetto” (IT 3320032) posto a contatto dell’attuale recinzione sud e il non meno rilevante lago di Castello posto lungo la recinzione opposta. Tanto più appare ignorata la interferenza con la peculiare linea delle risorgive che connota e regola il sistema idrogeologico della Bassa Friulana e ne determina un delicato, fondamentale equilibrio, con la evidente conseguenza che i lavori comportino la occlusione delle Olle (che il progettista ha dimostrato di non conoscere) e l’instaurarsi di processi irreversibili sull’artesianesimo e sulla qualità delle fonti e dei pozzi artesiani dalle conseguenze inimmaginabili. Tutto ciò appare tanto più problematico in relazione al fatto che il vertice regionale FVG, a distanza di due anni dalla scadenza dei termini imposti dalla Direttiva 2000/60/CE in materia di acque, non ha ancora provveduto a dare risposta ai quesiti posti dal pubblico e tanto meno a licenziare il dovuto Piano di Tutela delle Acque. 

6. Nel rifacimento delle opere viarie di attraversamento dell’Autostrada risultano ostacolate o ignorate le specifiche percorrenze pedonali e ciclabili necessarie a collegare i borghi che compongono il Comune di Porpetto, ancorché ad incentivare il turismo sostenibile, le pari opportunità e la riduzione delle fonti fossili.

7. Non risultano chiariti ne sono stati precisati i criteri e le modalità realizzative atti a garantire la tutela della salute dei residenti nel breve e nel lungo termine, ovvero sia in corso d’opera, nella fase di cantierizzazione e di alimentazione del cantiere attraverso la viabilità locale, che a seguito dei lavori. Non sono state chiarite le modalità di monitoraggio dell’aria, delle acque superficiali e sotterranee, delle vibrazioni e dei rumori, della flora e della fauna. Tantomeno è stato previsto un osservatorio aperto al pubblico e la partecipazione attiva al monitoraggio ambientale da parte del medesimo, nonostante le esplicite richieste da parte dei cittadini di un controllo costante sui livelli di emissione di inquinanti (finora mai garantito nonostante la situazione già critica del territorio in questione) e di specifici protocolli di intesa con enti indipendenti e scientificamente idonei per uno studio sui danni provocati alla salute dei cittadini.”

 

 

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