L’ARTE DI VIVERE DI ARIANNA ELLERO, PITTRICE CONTEMPORANEA

“Quello che si muove nelle mie tele non è uno strumento, non è il colore che sono mezzi, ma bensì, il principio della necessità interiore.” Frase scritta su un foglio di carta lasciato a terra nella galleria d’arte di Arianna Ellero, tratto da una citazione di W. Kandinsky. Dove, chiunque entra, può leggerlo. Giovane pittrice vive e lavora Palmanova, Arianna è cittadina del mondo, parla tre lingue. I quadri in mostra emozionano da subito. La sua pittura, “La Natura è Astratta”, nasce dallo studio dei movimenti stessi della Natura e dalla ricerca personale sulla frequenza ed energia del colore. A sorprenderci è la sua umiltà. L’umiltà di chi ha viaggiato, lavorato all’estero, che è stato capace, semplicemente, di vivere.

Arianna, quando nasce la sua passione per l’arte?

Dopo aver frequentato l’Istituto d’arte, dipingevo con tecniche classiche olio, acrilico… Lavoravo come commerciale con un ottimo stipendio, ma… mancava qualcosa.

Che cosa è successo?

Ho iniziato a frequentare artisti e musicisti della bassa friulana, amici con i quali ho avuto degli scambi artistici. Da quel momento è cresciuto il mio desiderio di fare esperienza e di andare all’estero. Allora ho deciso di mollare tutto e sei anni fa sono partita per Berlino, città d’arte.

Si è innamorata di Berlino?

Come si fa a non amare Berlino? (Sorride) Open your mind. Una città giovane, ricca di opportunità e di scambi culturali. Non sono mancate certamente le difficoltà. Imparare il tedesco, per esempio.

E il lavoro?

Ci si adatta. Ma le opportunità non mancano, intanto imparavo la lingua. Ho lavorato in un ristorante e come baby sitter presso una famiglia che, credendo in me, mi ha commissionato dei quadri di cui una copia di Kandinsky “Quadrati con cerchi concentrici”. Non amo le copie, ma nonostante la difficoltà di farne una, l’ho preso come una possibilità, un esercizio, per lavorare sulla frequenza di colore e capire cosa volesse dire Kandinsky nel suo libro “Lo spirituale nell’Arte”.

Berlino è la svolta?

Sì, certo, un ruolo molto importante nella mia vita. A Berlino ho conosciuto il pigmento e come ottenere il colore da questo, dalle terre. Non mancavano certo i mercati d’arte e gli spazi espositivi. Artisti e musicisti di strada. Influenze musicali fortissime.

Musica e pittura. Un matrimonio?

In Germania ho avuto modo di confrontarmi con un musicista e di studiare il colore attraverso il suono. Quando dipingo scelgo la musica sulla quale comporre, cercando di trasmettere nei miei quadri una certa armonia, una certa bellezza. Musica, pittura ed io siamo, in quei momenti, in simbiosi.

Che studi ha approfondito nella capitale tedesca?

Mirati studi pittorici, arte terapia, cromoterapia, aromaterapia. Sono un’appassionata di rimedi naturali, delle proprietà curative delle piante. Così anche la pittura assorbe le proprietà della mia ricerca. Un altro maestro, per me, è Rothko. Nelle sue tele vibra l’energia del colore, l’essenza. Ma ogni artista ha anche la propria responsabilità’, le proprie esperienze. Una volta compreso il maestro, “l’allievo” rende personale la sua ricerca e, tramite questa, diventa il mezzo attraverso il quale l’arte si esprime.

Dopo Berlino?

Sono partita per la Svizzera. Destinazione cantone tedesco, in mezzo alle montagne, sul lago di Silvaplana. Ho lavorato come barista per un grosso albergo. Sono stata ancora una volta fortunata, il proprietario mi ha commissionato diverse opere.

Del resto la fortuna aiuta gli audaci… Quale il significato dell’esperienza svizzera?

Dal caos, dall’energia, dalla forza di una città che ha scritto la storia e scrive il presente d’Europa e non, come Berlino, sono passata alla quiete della Svizzera. In mezzo alla natura. Un periodo di riflessione.

Cos’è cambiato artisticamente con il ritorno in Italia?

L’uso del materiale naturale, lo studio e l’utilizzo di antiche tecniche pittoriche. Attraverso la mia ricerca, ricavo il colore da pigmenti ed elementi naturali, a volte da piante, rocce, terre, come per esempio, la terra rossa raccolta a Creta.

Il ruolo dei viaggi?

Fondamentali. Sono una viandante. Parto da sola. Fotografo la natura. Ogni scatto pur ravvicinato è profondamente diverso. E poi gli incontri. Gli scambi culturali con le persone. Parlare lingue diverse ti insegna a pensare diversamente.

Perché è ritornata in Italia?

Nostalgia del mare, della terra, del Friuli e per portare qua il mio lavoro.

Si sente friulana?

(Ride) Cosa vuol dire? Mi sento cittadina del mondo. Sono connessa con il creato. Io stessa sono creazione, tutti lo siamo. Non riesco a identificarmi con una definizione.

Il Friuli è pronto per la sua arte?

L’arte è un mercato ancora d’aprire. Ho avuto senz’altro più coraggio a tornare in Italia, di quando sono partita (sorride), ho comunque mantenuto i contatti fuori i confini. Io ci provo. Anche il Friuli ha bisogno di un cambiamento, in una società in fase di crescita e trasformazione.

Il ruolo dell’arte in tempo di crisi?

La gente soffre ma diventa più sensibile. L’arte è un mezzo per esprimere la trasformazione, per sviluppare la sensibilità di chi osserva. Ognuno ha il suo viaggio e in tutto ci può essere arte. Dalla pittura alla musica, dalla cucina ai blog, dal cucito all’agricoltura. La necessità di fare qualcosa che appassiona e nutre. Questa è la sfida. Ma anche la nostra grande opportunità.

ARIANNA ELLERO LA NATURA è ASTRATTA A.E. GALLERIA CONTEMPORANEA

Borgo Cividale 2 A, Palmanova. Ingresso libero.

www.ariannaellero.blogspot.itarianna.elle@gmail.com

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bassaparola

2 Comments

  1. Davide Reply

    Salve vorrie chidere per in formazione due quadri l’anno 1975 secondo prova Quadro d autore firmato ellero le invio una foto di quadri grazie .

  2. Davide Reply

    Segue foto con email

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