ACCOGLIENZA PROFUGHI IN ALBERGO. STORIA FRIULANA

Lignano Sabbiadoro città balneare della provincia di Udine. Davide, un nome di fantasia, è l’albergatore che ci racconta la sua esperienza. Il suo albergo rientra fra quelli che ospitano i profughi in attesa di diventare rifugiati o di essere espulsi. La scelta di non scrivere il nome dell’albergo è stata della redazione di bassaparola, nonostante la disponibilità del proprietario.

Quanti profughi ospita e in quale periodo?

Dai 60 agli 80. Il programma prevede la loro permanenza dal 1 novembre al 30 aprile.

Durante la stagione estiva, quindi, a Lignano non ci sono profughi?

No. Rispetto ad altri centri balneari, noi occupiamo la struttura d’inverno. Quest’estate Bibione ne contava 120, Jesolo 100, Caorle 60. Rimini e Riccione li ospitavano anche in alberghi a 4 stelle.

Di quale nazionalità sono?

Il mio albergo ospita afghani e pakistani. Sono maschi dai 20 ai 35 anni.

Tutti musulmani?

Sì. Una buona parte parla inglese, alcuni sono laureati, medici, ex poliziotti. Altri non hanno mai imparato a scrivere.

Da dove arrivano?

Dalla caserma Cavarzerani di Udine. Hanno passato alcuni mesi a dormire in tenda prima di arrivare qui. Ora dividono una stanza d’albergo in 3. Si rendono conto della fortuna che hanno adesso.

Parliamo di prezzi

Certo. Per ogni profugo sono previsti 35 Euro da cui si tolgono 2,5 per il pocket money. Un privato non riuscirebbe a rimanere dentro questo budget. Diversamente le associazioni si avvalgono del volontariato e il discorso cambia.

Ci faccia capire

Nel mio caso è stato stilato un protocollo con la Croce Rossa. Io mi occupo della logistica, loro dell’aspetto sociale anche con i volontari. Ci sono una serie di competenze riguardanti l’integrazione, anche linguistica, assistenza per tutto ciò che riguarda la documentazione, controlli sanitari, ecc… che senza il volontariato sarebbe impossibile espletare.

Parliamo di sicurezza

E’ il punto cruciale che più mi preme sottolineare. I richiedenti asilo sono controllati. Hanno degli orari stabiliti. Pasti e rientro serale alle 22.00. Le borse della spesa sono controllate. Siamo sempre in stretto contatto con le forze dell’ordine. In caso di arrivo di sim dall’estero, Inghilterra e Germania soprattutto, di cellulari e quant’altro, tutto viene registrato e segnalato.

Con quali soldi comprano telefonini e sim?

Sono soldi che gli vengono inviati da parenti. Quasi tutti hanno già familiari in Europa.

Quindi ci sono regole precise?

Assolutamente. Regole che mettono in sicurezza la cittadinanza e che permettono ai richiedenti di integrarsi. Per esempio il braccialetto colorato che portano, lo stesso usato nei villaggi turistici per i free drink, gli permette in caso di necessità di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ricordo che non parlano la nostra lingua. Hanno un numero di lista e di camera.

Dal punto di vista sicurezza meglio un accoglienza in struttura o un’accoglienza di tipo diffuso?

A mio parere l’accoglienza diffusa, per capirci negli appartamenti, di piccoli nuclei, non permette i controlli che sono soggetti in strutture. Quindi meno sicurezza per i cittadini e più difficoltà d’integrazione per loro.

Quanto costano al Comune di Lignano?

Nulla. L’unico contributo della Regione Friuli Venezia Giulia è arrivato per l’integrazione linguistica.

Quanti dipendenti lavorano in albergo in questi mesi?

Cinque persone.

Hanno avuto problemi?

No. L’albergo è controllato 24 ore su 24. C’è un impianto di video sorveglianza. Ma fondamentale rimane il rispetto delle regole. Per tutti.

Dove andranno questi profughi dopo il 30 aprile?

In un’altra struttura. Gli spostamenti continueranno fino al raggiungimento di status di rifugiato o all’espulsione.

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