SAN GIORGIO. LA PET THERAPY DELLA PSICOLOGA SILVIA CARRARO

Silvia Carraro è una giovane psicologa di San Giorgio di Nogaro, laureata all’Università di Trieste in neuropsicologia e neuroscienze con un master “Pet Therapy”. Molto attiva sul territorio e sempre più punto di riferimento di famiglie che cercano una risposta ai problemi dei loro figli attraverso la Pet Therapy.

Come nasce la passione per questo lavoro?

Durante l’università, mi sono appassionata allo studio delle malattie neurodegenerative quali per esempio Alzheimer, Parkinson, ma anche disturbi dello sviluppo in età evolutiva (autismo, disturbi specifici del linguaggio e dell’apprendimento, disturbo di attenzione e iperattività…).

Perché ha scelto un Master in Pet Therapy?

Banalizzando ho unito la passione degli animali a quella per i bambini… ho molta esperienza con i bambini, in particolare nella fascia d’età tre-dieci anni, la Pet therapy mi ha permesso di migliorare la qualità del mio lavoro con loro. L’animale facilita gli scambi sociali e la conversazione nonché l’empatia e la comunicazione attraverso i canali non verbali, promuovendo l’utilizzo più consapevole ed efficace del corpo, dello sguardo, dei gesti e dell’intonazione della voce.

Durante gli studi ha lavorato?

Certo. Ho svolto diversi lavori nel sociale, in particolare, ho seguito un progetto nella bassa friulana di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo rivolto alle scuole superiori.

C’è il problema del gioco, secondo lei, per i ragazzi friulani?

Sicuramente c’è una percezione sbagliata. Credenza dei ragazzi vuole che la dipendenza da gioco d’azzardo colpisca solo gli adulti (usando il loro termine, “da vecchi”, cioè sopra i 50 anni) e che solo il casinò venga associato al gioco d’azzardo mentre lottomatiche e, volgarmente, le macchinette non siano un problema. Ovviamente sono convinzioni profondamente errate.

Lei oggi è una giovane psicologa…

Sì mi sono iscritta all’albo nel 2015. Attualmente sono educatrice nelle scuole dell’infanzia e primarie e seguo privatamente minori con difficoltà. Inoltre ho aperto il mio studio a San Giorgio, il mio contatto è carrarosilvia.psicologa@gmail.com ma vi invito anche al sito della mia associazione: http://sulleormedijingles.jimdo.com

Immagino che studi sempre…

(Ride) Non si smette mai di aggiornarsi. Dopo aver conseguito anche un Master in autismo, mi sono iscritta alla scuola di psicoterapia a Udine.

Che tipo di pazienti segue?

Minori con difficoltà di apprendimento scolastico, ritardo psicomotorio, ritardo mentale, disturbi emotivi-comportamentali, autismo, disturbi generalizzati dello sviluppo… devo dire che ultimamente seguo anche numerosi casi di bambini che hanno paura dei cani… I pazienti sono principalmente della bassa friulana, ma anche da Udine.

Come si fa conoscere?

Attraverso il passaparola o l’Associazione “Sulle orme di Jingles”, nata nel 2014, costituita da varie professioniste con l’obiettivo di far conoscere sul territorio la Pet Therapy.

Cosa cerca di ottenere durante le sedute?

Durante le sedute cerco di raggiungere obiettivi mirati e calati sulla persona/situazione. Un valido co-terapeuta è l’animale, un mediatore emozionale che favorisce la relazione, senza la quale non c’è terapia. La cosa più bella del mio lavoro è prendere per mano il bambino e accompagnarlo attraverso un percorso non sempre facile, passo dopo passo, si scalano anche le montagne più alte. Credo molto anche nei progetti rivolti alle scuole: sull’educazione al corretto approccio con l’animale, sulla condivisione delle emozioni, sull’affettività.

Soffermiamoci sugli animali…

Vengono utilizzati cani, gatti, conigli, cavie ovviamente addestrati allo scopo. I miei animali sono Emy, cane di razza bolognese, Isac coniglio nano e il gatto Romeo, mi ritengo molto fortunata, sono meravigliosi. Come Associazione siamo molto attive nella bassa ma anche nel pordenonese.

Un esempio di progetto con le scuole sulla Pet Therapy

Ho seguito un progetto nella scuola materna “Maria Bambina” di San Giorgio per un anno, dove i bambini entravano in contatto con gli animali superando timori, ansie attraverso la reciproca conoscenza e il gioco responsabile.

La crisi come influisce sul suo lavoro?

La crisi si sente perché lavorando a stretto contatto con le famiglie è inevitabile… Ma i genitori fanno enormi sacrifici per i propri figli, in primis la salute fisica e psicologica.

Di cosa necessita il territorio?

Avverto l’esigenza di un centro dedicato, nello specifico, allo sviluppo evolutivo dei bambini che si occupi certo della disabilità, ma anche delle loro famiglie.

E i genitori?

I genitori hanno bisogno di essere ascoltati, sostenuti e incoraggiati a valorizzare le potenzialità dei figli. Non devono sentirsi soli.

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