PORPETTO. CLAUDIO ZERBIN: OLTRE LA CASSA INTEGRAZIONE

Claudio Zerbin abita a Porpetto e fa parte di quel centinaio di dipendenti della Evraz, ex Palini e Bertoli, di San Giorgio di Nogaro che da ormai tre anni vivono il calvario della cassa integrazione e dell’insicurezza economica. L’intervista per me è stata una lezione di vita e di dignità. Claudio ha deciso di impegnarsi nelle elezioni comunali del 5 giugno di Porpetto per rimettersi in gioco e perché a cinquant’anni ha molto da dare al suo paese.

Claudio, quando inizia a lavorare alla Evraz a San Giorgio di Nogaro?

Arrivo alla Evraz, ex Palini e Bertoli, nel 2007 dopo 27 anni di segheria, ero infatti impiegato nel settore del legno nel Triangolo della Sedia.

I venti della crisi hanno iniziato a soffiare forti…

Purtroppo. Chiusa una porta si era aperto un portone, ero comunque più vicino a casa e la situazione appariva rosea

Invece…

Invece passato un anno, nel 2008 arrivano i primi sentori della crisi. Non e’ facile con due figli e le incombenze delle spese da pagare ogni giorno. Il pensiero e’ grande.

La cassa integrazione?

Arriva per me nel 2013 con alcuni mesi di cassa integrazione ordinaria. Il morale inizia a scendere, ti senti imprigionato senza vie di uscita, ma c’era la speranza fosse una crisi momentanea.

Poi nel 2014?

Nel 2014 entro in cassa integrazione straordinaria e lo stipendio si dimezza.

Lei ha svolto anche lavori socialmente utili?

Con orgoglio! Ho svolto lavori socialmente utili nel mio paese dal marzo 2014 fino al marzo 2015. E’ un periodo che ricordo con grande piacere. Il bando e’ stato aperto di nuovo a settembre e ho lavorato altri 3 mesi. Sottolineo come sia stato un orgoglio lavorare per il mio paese e contribuire a migliorarlo. Vivo a Porpetto da 40 anni ma i miei nonni materni sono di qui. Il bisnonno Natale Del Pin faceva lo “spizighet”…

Cos’è lo “spizighet”?

(Ride)… Il becchino… e la bisnonna si chiamava Assunta Grop, morta a 94 anni… ogni mattina si dava forza con mezzo quintino di grappa. Altri tempi.

Ci può dire quanto veniva pagato per i lavori socialmente utili?

Certo. Per 36 ore settimanali mi pagavano 480 euro mensili.

Quando finisce la cassaintegrazione straordinaria?

La cassaintegrazione straordinaria finisce nel novembre 2015 e rientro in cassa integrazione ordinaria per 13 settimane. A novembre mi sono offerto volontario per fare le pulizie alla Evraz, non era la mia mansione, ma ho sempre cercato di fare qualcosa. E’ importante.

Poi riparte la laminazione…

La laminazione inizia a dicembre fino a Natale, poi viene spento il forno e a ripreso a gennaio 2016. Un ulteriore fermo e’ iniziato il 15 febbraio 2016 fino a marzo.

Come lavorate?

Lavoriamo a rotazione, non a turno. Ho lavorato due settimane ad aprile.

Un lungo calvario. Quanto guadagna in cassa integrazione?

900 euro mensili circa.

Non le manca certo il coraggio…

La situazione che sto vivendo oggi e’ quella di molti. Ci vuole coraggio ad esporsi e non ci si deve vergognare del proprio status perché oggi e’ capitato a me ma domani potrebbe capitare a te. L’importante e’ non perdersi d’animo e rimanere inseriti in società recuperando il senso civico.

Perché ha deciso di candidarsi alle elezioni comunali di Porpetto, capolista di Fratelli d’Italia?

Perdendo il lavoro si perde dignità. Ho deciso di mettermi in gioco proprio per questo, per dimostrare che la dignità non me la porta via nessuno oltre che per dare un contributo al mio paese ovviamente. Con la mia esperienza dico a quelli nella mia situazione di non nascondersi e di non abbattersi mai. Grazie a mia moglie Manuela e ai miei figli che mi sono sempre stati accanto continuo a lottare ogni giorno e a camminare a testa alta. Inoltre e’ arrivato Rayan mio nipote che’ rappresenta la vera forza e la speranza per andare avanti.

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1 Comment

  1. Virginio Bragagnini Reply

    Conosco Claudio e la sua famiglia, da sempre, ammiro la sua dignità, la sua generosità e la sua grande bontà d’animo.
    Condividiamo gli stessi valori e abbiamo la stessa visione d’insieme di quella che dovrebbe essere una società migliore.
    È per me, un onore ed un privilegio averlo a fianco in questa ulteriore sfida, che lui assieme a me, ha accettato, proprio per il grande senso civico e di responsabilità che lo contraddistingue.
    È PER TUTTI NOI, UN ESEMPIO DA SEGUIRE

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